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Era un nero a metà Pino Daniele. Un bluesman napoletano, con il ritmo nella pelle e la passione nelle mani. Ha lasciato la sua vita a metà. Aveva 59 anni, ne avrebbe compiti 60 il 19 marzo. E' stato stroncato da un infarto, abbandonando cinque figli. Si è sentito male nella sua casa di campagna in Toscana, dove stava trascorrendo le feste in famiglia. Vano il tentativo di portargli soccorso. "E' un momento terribile" ha dichiarato la figlia di Pino Daniele, Sara.

Il primo a dare la notizia è stato il collega e amico Eros Ramazzati su Instagram. "Anche Pino ci ha lasciato. Grande amico mio, ti voglio ricordare con il sorriso mentre io, scrivendo, sto piangendo.

Ti vorrò sempre bene perchè eri un puro ed una persona vera oltre che un grandissimo artista". Una vita appartata quella di Pino Daniele, una vita tranquilla, senza eccessi o vizi da rock star. Una vita legata alla sua bella Napoli. Napoli, che ha portato in tutte le sue canzoni. Così come Napoli stessa lo porterà per sempre nella sua memoria.

Per quasi quaranta anni è stato simbolo della musica napoletana. La musica colta di Napoli, quella che cercava di unire la gioia e l'allegria dello spirito partenopeo insieme alla malinconia e alla profondità del Blues. Una carriera ancora tutta in salita quella di Pino Daniele, che aveva trovato solo in questo ultimo anno l'energia per ripartire, dopo un periodo di silenzio, lontano dai riflettori della grande musica italiana e internazionale.

Prima la riproposizione del suo album storico "Nero a Metà" accompagnato dalla sua prima band, quella degli anni '70.

Poi i grandi concerti all'Arena di Verona e il tour di accompagnamento all'album. Infine, solo pochi giorni fa, la sua partecipazione a Courmayeur alla serata di Capodanno organizzata da Rai1. "Quando avevo 30 anni, mi vedevo a 60 come un vecchio. Ora guardo a gente come Eric Clapton che ne ha dieci anni di più. E mi sento sollevato" aveva detto di recente.

Pino Daniele aveva esordito nel 1975 insieme alla sua storica band, i Napoli Centrale. Un terremoto jazz e blues, come è stato più volte ribattezzato. La freschezza della musica napoletana, unita al ritmo e alla profondità del jazz e del blues americano, creava sonorità nuove per l'allora massiccia musica napoletana.

Poi la carriera da solista, costellata dai suoi più grandi successi, dal 1977 al 1981. "Nero a Metà", "Terra mia", "Vai mo", "Je so pazzo". Per poi passare alle splendide colonne sonore per i film del grande amico Massimo Troisi. Prima fra tutte quella di "Ricomincio da Tre".

Inizia poi per Pino Daniele un fertile periodo di collaborazioni con grandi nomi della musica italiana e internazionale.

Bob Marley, Eric Clapton, Chick Corea, Part Metheny e moltissimi altri. Un artista apprezzato e stimato. Riconosciuto in tutto il mondo per le sue melodie soffuse, la sua voce acuta e la sua chitarra pulita. Un mix che ha reso grande la musica italiana in quella nicchia internazionale chiamata musica Blues.

Dopo il grande successo, però, anche la grande depressione, per un carriera che negli ultimi anni sembrava aver perso la vena creativa dei tempi migliori. Depressione, disillusione, rancore. Ma anche la grande voglia di ripartire e di dimostrare che Pino Daniele aveva ancora tante cose da dire al mondo della musica. Purtroppo, non ha avuto il tempo per farlo.