Al 21/1/2015 vanno segnalati progressi di un certo interesse per quello che riguarda le indagini sul caso del bimbo morto a Ragusa e cioè Andrea Loris Stival, ucciso con alcune fascette da elettricista il 29 novembre 2014. Si è subito sospettato della madre del bimbo, la 26enne Veronica Panarello, attualmente in carcere, ma col tempo l'attenzione degli investigatori impegnati nelle indagini si è spostata e soffermata sui messaggi che la donna scambiò con alcune persone, tramite cellulare, nelle concitate ore successive all'infanticidio che ha profondamente turbato un'intera comunità.

L'occultamento frettoloso

Clamorosi gli sviluppi delle indagini al 21/1/2015, perché si sarebbe appurato (il condizionale è d'obbligo) che la donna potrebbe aver avuto due persone impegnate ad aiutarla in entrambe le fasi incriminate cioè quella del delitto e quella successiva dell'occultamento, che per la verità è stato piuttosto maldestro.

Il corpo infatti è stato abbandonato nella zona del Mulino senza nemmeno essere coperto, come avvenuto ad esempio nel caso di Elena Ceste a Costigliole d'Asti.



Veronica Panarello deve infatti difendersi dalle infamanti accuse di aver ucciso il proprio primogenito ma anche di averne nascosto il corpo.



Secondo indiscrezioni tra le due persone sospettate non c'è il figlio di Orazio Fidone, pensionato che per primo individuò il corpo di Loris in zona Mulino. Secondo alcuni quest'uomo, che risponde al nome di Fausto Mandarà, avrebbe avuto in passato una relazione con Veronica che viene peraltro seccamente smentita dall'interessato. Non è un dettaglio di poco conto il fatto che Mandarà ha un alibi per il 29 novembre 2014.

Il mistero della fontana e quello dello zaino

Il vero nodo da sciogliere, in questa dolorosa vicenda, riguarda la fontana in zona Mulino. La sorella di Veronica dice che la loro famiglia conosceva quell'area poiché andavano a prendere l'acqua lì, ma padre e madre di Veronica negano, spiegando che non avevano validi motivi per recarsi lì. Chi mente? Resta inoltre ancora da capire dov'è finito lo zainetto del bimbo, quello da lui usato abitualmente per recarsi a scuola, fermo restando che quel tragico 29 novembre 2014 Loris Stival non raggiunse mai l'Istituto "Falcone-Borsellino". Sono le telecamere a dircelo.