L'avvocato che cura gli interessi del carpentiere di Mapello Massimo Giuseppe Bossetti, accusato di avere ferito e ucciso la tredicenne di Brembate Yara Gambirasio, annuncia delle importanti novità il 24 gennaio 2015, in quanto il cosiddetto dna mitocondriale rinvenuto sul cadavere della sfortunata ragazza non sarebbe di Bossetti. Il legale si chiama Claudio Salvagni. E' chiaro che se sarà dimostrato che il dna non è suo tante cose potrebbero cambiare. Bossetti intanto rimane nel carcere di Bergamo.

La sua famiglia, a cominciare dalla moglie, si è schierata dall'inizio al suo fianco.

In una intervista televisiva la moglie disse a chiare lettere che il marito non sarebbe mai stato capace di fare una cosa del genere, precisando che il vero responsabile doveva essere a piede libero. Forse ricorderete che i legali presentarono un'istanza di scarcerazione che fu a suo tempo rigettata, ma ora, alla luce di queste novità, hanno intenzione di riprovarci.

Affermano inoltre che ci arebbe una persona che sostiene di avere parlato con un operaio romeno che gli parlò di un'amica di nome Yara che si dedicava alla ginnastica. L'uomo precisò che questa ragazza non aveva ancora raggiunto la maggiore età.

Nuove ombre scendono quindi su questa inchiesta con Bossetti che si è sempre dichiarato non responsabile della morte di Yara.

La giovane morì di ipotermia perché abbandonata i un campo i pieno inverno. Ferita da armi da taglio, non ebbe la forza di ribellarsi al suo destino. Secondo la testimonianza di una persona la cui attendibilità è tutta da accertare e valutare nelle competenti sedi, Yara e Bossetti furono visti insieme all'interno dell'automobile dell'uomo, nel parcheggio antistante la palestra. Inizialmente gli inquirenti si soffermarono molto sul fatto che Bossetti aveva diversi telefoni cellulari. L'uomo disse che alcuni li teneva allo scopo di ricavarne pezzi di ricambio. L'elemento che lo ha portato in carcere è però un altro e cioè il dna trovato sul corpo e in particolare sui leggins di Yara. Un elemento di valutazione che viene oggi contestato. Le indagini proseguono. Il caso di Yara Gambirasio è diventato nel tempo un vero e proprio giallo ancora senza soluzione.