L'anno che ci siamo appena lasciati alle spalle è stato segnato soprattutto dal virus Ebola, che ha flagellato diversi Paesi africani, ma anche allarmato mezzo mondo facendo scattare un'angoscia mondiale. Se le cure sembrano fare discreti passi in avanti, risultando positive per quanti si sono ammalati lì ma sono stati curati in America e in Europa (tra cui un italiano, operatore di Emergency, dichiarato proprio oggi fuori pericolo), si cerca ancora di individuarne le origini. Ma forse ci siamo, grazie ai ricercatori del Robert Koch Institute di Berlino, in Germania; la cui ricerca è stata pubblicata sul magazine "Embo Molecular Medicine". Avrebbero altresì individuato il primo paziente infetto.

Primo soggetto infetto e da cosa

Il primo soggetto che ha contratto il virus sarebbe, purtroppo, un bimbo di soli due anni della Guinea: Emile Ouamouno. Il bimbo è morto nel dicembre 2013 e avrebbe contratto l'Ebola mentre giocava nel tronco di un albero abitato da una colonia di pipistrelli della frutta. Il virus avrebbe dunque origine zoonotica, ossia è trasmissibile dagli animali all'uomo. I ricercatori tedeschi hanno escluso che la fonte sia stata qualche altra specie animale, mentre è più probabile che si tratti di quel mammifero volante giacché intervistando la gente del posto dove viveva Emile, Meliandou, si evince che l'esposizione ai pipistrelli della frutta attraverso la caccia e il consumo di carne è molto comune. Ma soprattutto, i bambini sono molto a contatto con loro, giocando attorno e dentro gli alberi.

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L'analisi dei ricercatori è comunque andata oltre le zone in cui viveva Emile, per capire se effettivamente i pipistrelli siano stati il vettore originario dell'epidemia. La ricerca è stata effettuata per tutto il mese di aprile dell'anno scorso. Dai primi riscontri parrebbe di sì, ma si attendono nuove conferme. Fatto sta che ad oggi l'Ebola ha ucciso oltre settemilacinquecento persone. Il primo caso in assoluto è stato riscontrato nel 1977, ma solo di recente è diventato un virus epidemico.