Il medico di Emergency ricoverato dal mese di novembre presso l'Istituto Spallanzani di Roma per aver contratto il virus dell'Ebola durante la sua missione in Sierra Leone, ha potuto lasciare finalmente, lo scorso 13 dicembre, il reparto di terapia intensiva per essere trasferito nel reparto di degenza ordinaria. Sembra, dunque, che le sue condizioni siano in netto miglioramento, tali da aver fatto sperare che potesse essere dimesso prima di Natale. Circa una settimana fa il direttore dello Spallanzani, Valerio Fabio Alberti, si era detto fiducioso di poter dimettere il paziente prima di Natale, tuttavia non è stato possibile al fine di evitare un eventuale trauma.

Il medico di Emergency è, dunque, fuori pericolo ed è riuscito nei giorni scorsi a raccontare questa triste esperienza ad alcuni mediatori della ONG, sottolineando che è stata un'esperienza difficile. Nei momenti in cui era in isolamento, ripensava ai pazienti che aveva curato e che come lui avevano vissuto le stesse sofferenze. Ha raccontato gli attimi del trasferimento da Sierra Leone allo Spallanzani, le difficoltà riscontrate per mantenersi vigile e poter fare un'analisi scientifica di quanto stesse accedendo, ma il malessere era talmente possente, che man mano gli ha provocato la perdita dei sensi, negandogli la possibilità di assistere a tutto quello che lo circondava. Fortunatamente, però, il suo organismo ha reagito positivamente alla seconda infusione del farmaco sperimentale somministratogli consentendogli, così, di combattere gradualmente questo grave virus.

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Oggi che, finalmente, è fuori pericolo ha voluto sottolineare: "Sono solo un soldato che si è ferito nella lotta contro un nemico spietato" e, ha aggiunto, che per combattere questa grave epidemia bisogna superare le barriere dell'indifferenza e dell'ignoranza che ne ostacolano la guarigione, prestando e offrendo una maggior attenzione rivolta ai Paesi più colpiti da questo grave male. Noi tutti gli auguriamo di poter tornare ben presto a casa per riabbracciare la sua famiglia e i suoi cari augurandoci che si possa combattere il più presto possibile questo male che sta diffondendo panico e sofferenza.