Per la seconda volta la first lady americana ha deciso di indossare scarpe italiane in occasione di importanti ricevimenti. Dopo l'ordine dello scorso anno, Michelle Obama ha commissionato un paio di eleganti decolleté invernali alla Agostini Shoes. Questa piccola realtà - i suoi dipendenti sono quindici - fondata nel 1959 si è specializzata in calzature di alta qualità che presto star e importanti figure di attualità hanno desiderato e commissionato. Agostini Shoes è un ottimo esempio di piccola impresa artigianale italiana che è riuscita a conquistare una sua nicchia nel mercato di lusso internazionale. La sua sede si trova a Vigonovo (Padova), nel cuore della Riviera del Brenta, zona famosa in tutto il mondo per i suoi manufatti calzaturieri artigianali e di una qualità ineguagliabile.

D'altronde si sa, Made in Italy vuol dire proprio questo: attenzione al dettaglio, cura, passione, originalità e soprattutto quello stile che tanto ci invidiano nel mondo. Le tre F del Made in Italy - food, fashion e furniture - si condividono un primato internazionale che nella fascia del lusso è ineguagliabile, apprezzato e acquistato in tutto il mondo.

La stessa Michelle Obama è da anni affezionata acquirente di prodotti italiani. Già nel 2008 acquistava a Pisa, altra culla della calzatura italiana, dalla famosa stilista Claudia Ciuti, affermata internazionalmente da lungo tempo tanto da poter annoverare fra le sue clienti anche la moglie dell'ex presidente Regan. Anche l'attuale presidente Obama non è immune dal Made in Italy, in particolare dei pantaloni che ha ordinato alla Cover Manifattura, azienda di Pianezza, a pochi chilometri da Torino.

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La Casa Bianca sembra dunque esser permeata dallo stile, al quale la first lady associa una particolare importanza. Michelle Obama ha infatti organizzato nella residenza presidenziale un vero e proprio laboratorio di Moda, il Fashion Education Workshop. Lo scorso ottobre la East Room ha ospitato studenti delle migliori scuole di design degli Stati Uniti e luminari della moda come Zac Posen, Sara Blakely, Diane Von Furstenberg e Jenna Lyons. Lo scopo dell'iniziativa era di promuovere l'educazione e dare a giovani amanti del fashion la possibilità di intraprendere una carriera nel settore.