Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due cooperanti italiane scomparse il primo agosto nella provincia di Aleppo (Siria) sarebbero in verità partite dall'Italia come infiltrate da parte dei servizi segreti italiani e turchi. La Farnesina, ossia il Ministero degli esteri italiano, parla di operazioni idrico-sanitarie da parte delle due ragazze in Siria, un territorio come sappiamo martoriato da un sanguinoso conflitto che dura oramai da circa quattro anni. Non tutti sanno inoltre che Greta e Vanessa hanno cooperato assieme a Roberto Andervill, appartenente ad IPSIA Varese, ONG della ACLI. Andervill è conosciuto per le sue operazioni in Bosnia e Kosovo, dove l'influenza islamista non è indifferente, divenendo poi un esponente della Rivoluzione Antigovernativa.

Con la Ramelli e la Marzullo ha creato il progetto Horryaty, tramite il quale si sono infiltrati nel territorio di Idlib provenendo dalla Turchia, infiltrazione questa agevolata dagli aiuti da parte dei terroristi siriani e dai servizi d'intelligence italiani e turchi. A piccola conferma di questa tesi, sarebbe il fatto che Andervill ha chiuso la pagina ufficiale facebook di Horryaty nel momento in cui le due sue collaboratrici sono scomparse. Il soggetto in questione ha risposto ad alcune domande: "E' vero che ha mandato lei Greta e Vanessa in Siria?" "Assolutamente no, ad ogni modo è da chiarire che il progetto Horryaty non è un'Organizzazione Governativa od una ONLUS, bensì una realtà filantropa creata da tre persone desiderose di aiutare il prossimo in difficoltà".

Una semplice entità benefica o qualcosa di inconfessabile? Tale presa di distanza suscita solo molti sospetti .

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E' ufficiale comunque che l'IPSIA godeva della cooperazione e dell'aiuto da parte dell'Associazione della Comunità Araba Siriana, associazione peraltro sodale del PD. Già in passato Vanessa Marzullo aveva compiuto un viaggio in Siria, accompagnata e sostenuta da quegli stessi criminali che l'avrebbero in seguito rapita. Il 6 Aprile scorso risultava essere ad Homs ed il 22 a Duma. Tutto questo sarebbe stato impossibile senza l'aiuto dell'intelligence operante in Siria. Roberto Andervill dichiara di non essere entrato in Siria da solo, ma lui e le ragazze sono stati aiutati da un gruppo di individui conosciuti in precedenza, persone fidate a suo dire. "Abbiamo anche lavorato con altre associazioni come Rose di Damasco e We are Onlus" afferma poi Andervill, "Siamo sempre stati consapevoli dei rischi e dei pericoli che correvamo, quindi ci siamo organizzati in modo da passare il confine solo in caso di stretta necessità". E' d'uopo ricordare che Rose di Damasco di cui parla il signor Andervill, è un'organizzazione militante vicina al terrorismo siriano, che auspica l'intervento diretto della Nato contro la Repubblica Araba Siriana.