Pino Daniele nel corso della sua trentennale carriera di cantautore ha scritto e cantato tantissimi album e canzoni. 5 brani in particolare spiegano in maniera lampante tutta la sua storia.

Il primo brano è “Napul’è”, lato A del suo primo album Terra mia del 1997, un 45 giri in vinile che sbaraglia la retorica di "o sole mio" restando però una canzone sentimentale, commovente e napoletana. Viene definita il più bel pezzo che sia stato mai stato scritto per una città.

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L’album Nero a Metà del 1980, terzo vinile da 45 giri, si apre con “I say i' stò ccà” che è stata la canzone con cui ha spiegato la sofferenza di un ragazzo che perde la ragazza amata e guarisce il male ubriacandosi e dicendo che lui sarà li ad aspettarla.

"Yes I know my way" dell’album Vai mo’ del 1981, è la canzone che invece spiega il Pino Daniele di inizio carriera che conosce la sua strada meglio di tutti quelli che lo criticano.

“O’ scarrafone” è il brano dove denuncia la xenofobia con ritmo ed umorismo, la canzone è tratta dall’album "Un uomo in blues" del 1991 che contiene anche la collaborazione alla chitarra di Mick Goodrick nel brano "Che soddisfazione".

Una delle più famose canzoni è sicuramente “Quando” dell’album "Sott’o sole" del 1991, colonna sonora del film "Pensavo fosse amore invece era un calesse". Il regista Massimo Troisi in un’intervista spiegò come nacque tutto con una telefonata di Pino Daniele, il quale disse a Troisi in dialetto napoletano che aveva creato una canzone per lui. In cambio lui gli avrebbe creato un film ad hoc.

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