Giuseppe Daniele, conosciuto da tutti come Pino, è stato il cantante blues napoletano più importante degli ultimi trent’anni . 

La sua storia parte da Napoli, dove da autodidatta alla chitarra si iscrive ad una scuola facendone la sua professione, nel 1977 pubblica il suo primo album Terra Mia dove inizia a fondere la cultura napoletana con il suo amato blues.

Dopo il primo disco devono, però, passare altri due anni per averne un nuovo, con “Pino Daniele” che contiene Je' so' pazzo, successo che lo porta al Festivalbar.

La sua consacrazione arriva però nel 1980 con l’album “Nero a Metà” che viene anche inserito dal magazine Rolling Stone nella top 100 dei migliori dischi italiani, la stagione d’oro continua con l’apertura del concerto di Bob Marley a San Siro e si chiude nel primo grande concerto italiano a piazza del Plebiscito, che ai tempi era solo un parcheggio, dove le presenze vanno ben oltre le aspettative raggiungendo le duecentomila persone.

Il periodo d’oro coincide anche con la firma di tre colonne sonore per i film di Troisi, tra le quali viene creata la celeberrima “Quando” .

Negli anni ottanta arrivano poi i problemi di salute a seguito del primo infarto. Pino Daniele riprende la scena a cavallo tra il 1988 e il 1989 con la pubblicazione di due album, negli anni ’90 inizia la sostituzione del dialetto napoletano con l’italiano e i temi che tocca diventano quelli della xenofobia e dell'ecologia.

La storia recente di Pino Daniele invece è caratterizzata dai due dischi “Il mio nome” e “Vivo qui” e da parecchi concerti da tutto esaurito, con numerose collaborazioni tra le quali spicca il mix con il rap di J Ax.

Nel 2012 arriva invece il primo disco prodotto dalla sua etichetta discografica, Blue Drag, intitolato “La Grande Madre”; l'anno seguente celebra i 30 anni della sua carriera con l’evento Tutta N'Ata Storia - Vai Mo' - Live in Napoli da cui trarrà anche cinque serate al Teatro Palapartenope.

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La sua ultima esibizione è stata per il pubblico di Rai Uno durante la notte di Capodanno prima di essere stroncato da un infarto nella notte del quattro gennaio.