Ora che è morto, che ci ha lasciato, si aprono vari dubbi e quesiti: Pino Daniele poteva essere salvato in tempo? Per capire cosa sia veramente accaduto partiamo da quanto detto da Achille Gaspardoni, il medico cardiologo che si stava prendendo cura di lui: "La sua vita era appesa ad un filo e Pino lo sapeva, un solo vaso vascolarizzava tutto il cuore. Una volta che anche questo ha ceduto non c'è stato più nulla da fare". Per fare un quadro ulteriormente più chiaro della situazione bisogna però partire dall'inizio. Domenica pomeriggio il cantautore partenopeo si trovava nella sua casa in Toscana, ad un tratto si è sentito male ed ha chiamato suo fratello che gli ha consigliato di andare al pronto soccorso, ma l'artista napoletano ha preferito aspettare, sperando che il dolore al petto fosse solo un malessere passeggero.

Passano così inesorabilmente ore cruciali, poi alle 21:00 è stato chiamato il 118, e secondo quanto dichiarato dalla ASL locale, l'ambulanza è arrivata a destinazione dopo dieci minuti. C'è però un fatto particolare: quando i soccorritori del 118 hanno telefonato per chiedere informazioni più precise riguardo ove fosse situata la villa (essendo in un posto abbastanza isolato), è stato loro risposto che il paziente aveva deciso di raggiungere la capitale servendosi dell'auto. Durante il viaggio c'è stato un altro intoppo a causa di una ruota bucata, perdendo così un'altra mezzora. Pino Daniele è così arrivato agonizzante al S. Eugenio di Roma verso le 22:30 circa, ove è stato sottoposto a rianimazione cardiorespiratoria, ma è stato tutto inutile in quanto è morto pochi minuti dopo.

"Ai primi sintomi di dolore acuto al petto, soprattutto nel caso in cui si è obesi, sofferenti di diabete o cardiopatici, bisogna immediatamente andare al pronto soccorso" dice il professor Antonio Rebuzzi del reparto cardiologia al Policlinico Gemelli di Roma, intervistato riguardo le ultime scelte del cantante rivelatesi fatali "Si può certo attendere l'ambulanza nel caso in cui arrivi presto, ma la cosa più importante è il tempo, in quanto prima si arriva al pronto soccorso, più sono alte le probabilità di giungervi vivi".