La comunità di Calitri (Avellino) ha risentito profondamente della triste vicenda di cronaca che ha riguardato l'improvvisa scomparsa della giovane studentessa calitrana Giuditta Perna, che dopo avere parcheggiato la sua macchina (una Grande Punto di colore grigio) si sarebbe, il condizionale è d'obbligo, gettata da un ponte sull'Ofanto, da un'altezza di circa 15 metri, in un punto dove l'acqua del fiume raggiunge i due metri circa di profondità.



Sono stati necessari alcuni giorni di intense ricerche per venire a capo del rebus, con carabinieri, vigili del fuoco ed anche tanti volontari impegnati nell'impresa di capire dove fosse finita Giuditta Perna.

Il fatto che l'auto fosse rimasta aperta, con le chiavi inserite nel cruscotto, non poteva che alimentare molta preoccupazione lasciando temere un'aggressione repentina, anche perché del telefono cellulare della ragazza non c'era traccia e risultava non raggiungibile dalla sera della scomparsa e cioè dal 21 gennaio 2015.



Pochi giorni fa il corpo è stato trovato, coperto da arbusti, nelle acque del fiume. Secondo l'autopsia non risultano tracce di violenze e dunque tutto lascia pensare che Giuditta, laureata in economia a Perugia dopo il diploma di ragioniera, abbia deciso di togliersi la vita.

Eppure qualcosa non quadra. Giuditta viene infatti "raccontata", da chi la conosceva bene, come la classica persona solare e positiva sempre col sorriso sulle labbra, pronta a dare una mano agli amici. Una persona che si faceva benvolere da tutti.

Per le amiche non dava segnali di pericolosa depressione, pur avendo un carattere molto mite. Alcune amiche rigettano la tesi del suicidio, che pure è quello che emerge dall'autopsia.

Lasciano intendere che debba essere successo qualcosa, ma cosa può spingere una persona che ha tutta la vita davanti a gettarsi nel vuoto andando incontro a morte certa, anche tenuto conto che la Perna non sapeva nuotare? La sua morte sembra tingersi di giallo.

L'unica cosa certa è la causa del decesso: asfissia da annegamento. Lo dice l'esame autoptico svolto presso il nosocomio di Sant’Angelo dei Lombardi

La domanda che tutti dobbiamo porci in questo momento è la seguente: il fatto che non ci siano segni di violenze sul cadavere di Giuditta Perna basta per escludere incidenti di percorso?

Per fare un esempio semplice, Giuditta Perna potrebbe anche essere spinta giù dal ponte da qualcuno al culmine di una lite.

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