La Russia è stata accusata di inviare mezzi pesanti nella città di Novoazovsk al fine di rafforzare la presenza ribelle nella zona costiera del Sud, ma Mosca continua a negare di avere forze militari impegnate al fronte. Novoazovsk è una cittadina con poco più di 10.000 anime affacciata sul Mare di Azov, a pochi passi dal confine russo. Nell'aprile dello scorso anno è stata invasa dai separatisti russi, ma liberata a giugno dalle forze governative. L'importanza strategica della città è dovuta ai soli 40 km che dista dal porto di Mariupol che consente all'Ucraina di controllare le rotte verso Sud, in particolare verso la Crimea. L'agenzia Reuters riporta le parole del portavoce militare Andriy Lysenko secondo cui il patto di non belligeranza, stipulato pochi giorni orsono, non è mai stato rispettato.

Addirittura 20 carri armati russi, 10 lancia missili e numerosi auto blindi hanno oltrepassato il confine.

Le nazioni occidentali continuano a sperare nella tregua mediata da Francia e Germania a Minsk lo scorso 12 febbraio, anche se i separatisti stanno totalmente ignorando il cessate il fuoco: dopo aver conquistato l'importante snodo ferroviario di Debaltseve, situato poco a Nord di Novoazovsk, continuano ad attaccare con veemenza l'esercito ucraino anche nella giornata di oggi. "Siamo sempre più convinti che l'unica cosa da fare sia rispettare gli accordi presi, nient'altro", chiare le parole espresse dal Presidente francese Francois Hollande durante un meeting con la Cancelliera tedesca Angela Merkel lo scorso venerdì.. Quest'ultima ha aggiunto che "e' assolutamente necessario che gli accordi siano rispettati e il massacro sia interrotto.

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E' una situazione difficile e non è possibile fare altrimenti". Ci potremmo aspettare che l'eventuale mancato rispetto delle intese potrebbe dar luogo a nuove sanzioni Ue contro la Russia. Intanto a Roma Papa Francesco si è appellato alle coscienze delle parti interessate affinché si confermino le intese raggiunte tra le due fazioni e siano applicati tutti gli altri impegni in modo da evitare la ripresa delle ostilità; secondo il Pontefice questo è l'unico modo per superare la situazione grave che si protrae ormai da molti mesi.