Cala il sipario sull'identità di "Jihadi John", il boia comparso nei video delle decapitazioni di alcuni giornalisti divulgati dall'Isis. La tv di stato britannica Bbc, su indicazione di Scotland Yard, ha individuato in Mohamed Emwazi il nome e il cognome dell'efferato jihadista che lo scorso due settembre ha ucciso Steven Sotloff nel deserto siriano. Non è chiaro invece quale sia il suo ruolo nella decapitazione degli altri giornalisti morti per mano dell'Isis.

Mohamed Emwazi è un ventisettenne londinese di origine kuwaitiana. I suoi conoscenti lo descrivono come una persona educata, umile, mite e di buona famiglia e fanno fatica a credere che sia effettivamente "Jihadi John".

Mohamed, studente modello della facoltà di informatica di Westminster, da subito era apparso come un giovane dal futuro radioso. Pochi mesi dopo aver conseguito la laurea, durante uno scambio di email con un suo amico si descriveva come "un giovane che aveva un lavoro che lo stava aspettando, e un matrimonio che stava per iniziare".

Ma Mohamed Emwazi era molto di più. Il suo nome era conosciuto ai servizi segreti britannici, che già dal 2007 lo descrivevano come un attivista di una cellula islamica radicata a Camden, nel nord ovest di Londra. Al tempo era forte il sospetto durante i suoi continui viaggi il giovane facesse da tramite con i terroristi somali dell'Al Shaabab. Emwazi ha inoltre avuto problemi con la polizia in Tanzania, nel 2009, e con le forze dell'ordine inglesi nel 2010.

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Rilasciato il giovane farà ritorno in Kwait, dove vive la sua famiglia e dove al tempo lavorava come tecnico informatico per un'azienda locale. Dopo quel periodo di lui non si sa più nulla. Emwazi ha fatto perdere le sue tracce. Non è chiaro quando abbia fatto il suo ingresso in Siria. Gli investigatori danno una data approssimativa intorno al 2013.

Ma Emwazi non è solo. Secondo quanto scoperto da Scotland Yard "Jihadi John" è uno dei tredici inglesi fedeli alla causa dell'Isis conosciuti come i "Beatles". Di questi due sono stati sottoposti ad arresti domiciliari. Uno è morto durante un attacco da parte di un drone. Sulla vicenda né la polizia inglese, né il premier Cameron hanno espresso giudizio. Le indagini, assicurano da Scotland Yard, stanno andando avanti.

Intanto la notizia è giunta negli Stati Uniti. Un portavoce della famiglia del giornalista Steven Sotloff ha dichiarato come sia alta la frenesia di vederlo "giudicato da un tribunale ed esser mandato in un carcere di massima sicurezza". Ma le speranze di rivederlo in Occidente sono molto basse.