"Jihadi John", il boia dell'Isis, ha ora un nome. È Mohamed Emwazi, un londinese di 27 anni, l'uomo che ha decapitato alcuni ostaggi dei jihadisti fra cui il giornalista americano James Foley. Alcuni amici del terrorista rivelano poi anche la sua estrazione sociale e la sua istruzione. Stando ai loro racconti, Mohamed verrebbe da una famiglia agiata e sarebbe laureato in informatica. La notizia, resa nota dalla Bbc sulla scorta delle informazioni rilasciate da Scotland Yard, fa cadere tutte le indiscrezioni trapelate fin'ora circa l'identità del boia.

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Le autorità britanniche hanno aggiunto di conoscere da tempo il nome di "Jihadi John " ma di non averlo rivelato per evitare interferenze nelle loro indagini. Fino a questo momento l'ipotesi più accreditata era infatti quella del The Sun che individuava nel ventitreenne, sempre londinese, ed ex rapper Abdel-Majed Abdel Bary il responsabile della decapitazione di Foley. Il giornale britannico aveva ipotizzato che fosse lui l'uomo dall'accento britannico apparso in uno dei primi video diffusi dall'Isis e che, assieme ad altri due jihadisti, componesse il gruppo di miliziani "The Beatles", responsabile della gestione degli ostaggi stranieri.

Le donne fra i foreign fighters

A proposito di occidentali che hanno sposato la causa dell'Isis e che combattono fra le loro milizie, arriva dall'Australia la notizia di una quarantina di donne partite dalla terra dei canguri per unirsi ai soldati del Califfato. Secondo il ministro degli Esteri australiano Julie Bishop le donne costituirebbero un quinto del totale dei foreign fighters e il loro numero si attesterebbe più o meno intorno alle 500, la maggior parte proveniente da paesi occidentali.

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Solo qualche giorno fa, per fare un altro esempio, è stata infatti resa nota la partenza di tre giovani ragazze britanniche dirette in Siria per unirsi alle truppe jihadiste. "Nonostante vengano usate come schiave del sesso e in alcuni casi come kamikaze, un numero crescente di giovani donne si unisce all'Isis. E' contro la logica" - prosegue il ministro - "dato il trattamento riservato alle donne dai miliziani".