I militanti dello Stato Islamico hanno rapito più di 220 persone dai villaggi cristiani assiri nel Nord-Est della Siria, nel corso di un'offensiva che durava da ben tre giorni.

L'Osservatorio siriano dei diritti umani ha affermato che i rapimenti hanno avuto luogo negli ultimi tre giorni, quando lo Stato islamico ha catturato 10 villaggi abitati da un'antica minoranza etnica cristiana nei pressi di Hasaka. Lo Stato Islamico ha membri di minoranze religiose, come ad esempio i fratelli musulmani, che si rifiutano di giurare fedeltà al 'Califfato'.

Un video pubblicato la settimana scorsa ha mostrato i suoi membri decapitare 21 egiziani copti cristiani in Libia.

Mentre lo scorso agosto ha ucciso e schiavizzato centinaia di yazidi iracheni, ritenuti adoratori del diavolo.

I militanti hanno, già in passato, usato la tattica dei rapimenti per liberare i propri combattenti catturati, ma non è chiaro se vogliano usare la stessa tecnica con gli assiri, dal momento che il loro recente rapimento non è stato ancora rivendicato.

Già mercoledì gli Stati Uniti hanno condannato gli attacchi nei confronti dei villaggi cristiani, affermando come siano state messe a ferro e fuoco case e chiese, per non parlare del rapimento di donne, bambini ed anziani. Secondo il Consiglio nazionale siriano, già centinaia di cristiani sono ormai fuggiti verso le città più grandi, nella provincia di Hasaka.

Questa regione è particolarmente tenuta sott'occhio dallo Stato Islamico poiché è considerato uno dei ponti strategici tra Siria ed Iraq, ma ultime settimane è dovuto arretrare nel Nord-Est della Siria, dopo essere stato spinto fuori dalla città curda di Kobani, grazie anche all'apporto dell'aviazione Usa.

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Però queste azioni non sono state sufficienti per fermare l'avanzata verso piccoli villaggi.

Pesanti combattimenti vanno avanti da Mercoledì notte tra militanti curdi siriani e Stato islamico. Inoltre dei funzionari curdi affermano "L'ISIS controlla ora 10 villaggi cristiani. Hanno portato le persone rapite nei loro territori."