Prosegue la girandola di aggiornamenti riferita al caso dell'omicidio di Yara Gambirasio, la ragazzina di Brembate di Sopra assassinata nell'ormai lontano 2010; come ormai ampiamente noto, l'unico accusato del crimine è il 44enne muratore Massimo Bossetti, in carcere dallo scorso giugno con l'accusa di aver commesso il delitto. Bossetti ha sempre invocato la propria innocenza nonostante tutte le prove fossero contro di lui; l'ultima, la cosiddetta prova regina, sembrava averlo inchiodato, con tracce del suo Dna cellulare ritrovate sugli slip della piccola Yara.

Le ultime news sull'omicidio di Yara Gambirasio aggiornate ad oggi, 4/02, ci dicono però che i Ris di Parma continuano a non venire a capo dell'inspiegabile situazione per la quale le tracce di Dna mitocondriale rinvenute non appartengono a Bossetti bensì ad una terza persona ignota. Dna cellulare e Dna mitocondriale non possono essere separati da un uomo comune, da qui la condizione di assoluta confusione che al momento permea i laboratori del Ris, bloccati in una sorta di vicolo cieco senza uscita: e mentre le indagini proseguono Massimo Bossetti continua a professare la propria innocenza in ogni modo possibile.



Omicidio Yara Gambirasio, news oggi 4/02: Bossetti scrive una lettera dalla galera, per l'avvocato non esiste nessuna 'prova regina'

Le news sull'omicidio di Yara Gambirasio aggiornate ad oggi, 4/02, raccontano dunque dell'ennesimo tentativo condotto da Massimo Bossetti, che dalla cella di detenzione ha scritto una lettera indirizzata al proprio avvocato, Claudio Salvagni; il legale dell'uomo ha dato lettura dei passaggi più significativi a La Vita in Diretta, evidenziando le parti in cui Bossetti invoca l'aiuto di Dio affinchè consenta 'agli inquirenti di capire come sono andate le cose'. 'Questo chiedo a Dio di regalo per il 2015 e nient'altro di più, la mia libertà rivoglio, perché Dio ha visto e sa come sono andate le cose, sa che io non c'entro' ha scritto Bossetti. Più che una lettera inviata all'esterno, la missiva di Bossetti appare una sorta di sfogo tra il mistico e il rammaricato: 'Se Dio esiste veramente perché non aiuta gli inquirenti a capire? La promessa che ho fatto a mia moglie è quella di stare insieme per tutta la vita e non di farla finita in un maledetto carcere' ha tuonato l'uomo recluso in cella dalla scorsa estate. Le contraddizioni circa la prova del Dna hanno in pratica 'riaperto' un caso che sembrava chiuso, con lo stesso avvocato di Massimo Bossetti ad aver dichiarato che non esiste nessuna prova regina e che il suo assistito va scarcerato. Al di là di giustizialismi e prese di posizione più o meno marcate, resta il fatto che il quadro probatorio è profondamente mutato: si attendono sviluppi da un momento all'altro, se desiderate rimanere aggiornati vi invitiamo a cliccare il tasto 'Segui' in alto a destra.



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