"La maggior parte degli uomini di oggi non hanno una vita." Questa è la prima riga del libro "Manhood" dello psicologo australiano Steve Biddulph. Si ripensa a quella frase e al quel libro leggendo le ultime statistiche relative ai suicidi maschili nel Regno Unito. Nel 2013, il 78 per cento dei 6.233 suicidi registrati nel Regno Unito erano uomini. Si tratta di un tasso di 19 morti ogni 100.000 abitanti. Che più uomini si tolgano la vita rispetto alle donne non è una novità. Ma nel 1981 il totale degli uomini era solo il doppio, o poco meno, delle donne.

Ora è quasi quattro volte tanto. Inoltre, per la prima volta, la fascia di età con il più alto tasso di tutti è di uomini tra i 45 ed i 59 anni. Qui ci sono stati 25,1 decessi su 100.000. Il tasso di suicidi in quel gruppo di età è aumentato costantemente dal 2007.

Crisi di mezza età? Si ritorna alla frase di Biddulph: "La maggior parte degli uomini di oggi non ha una vita." Sembra piuttosto banale sostenerlo in un giorno di allarmante tasso di suicidi maschili, ma è ancora un concetto che gli uomini -soprattutto uomini che si avvicinano alla mezza età- deve cogliere e capire.

Uomini focalizzati soltanto sulla carriera hanno molto meno di cui preoccuparsi. Lunghe ore di lavoro, pensando solo (o soprattutto) al lavoro e lasciando tutti i pensieri riguardanti casa e figli al proprio partner è un sistema di vita molto più semplice. L'uomo che lavora (e guadagna bene) e la donna che sta a casa (ed è presumibilmente grata)?

La seconda frase di Biddulph in "Manhood" è: "Quello che hanno invece è un atto." Tornare a casa dal lavoro ed essere padre somiglia ad un atto, come se si stesse giocando ad essere un padre e un marito, perché non si sa davvero abbastanza sulla vita dei propri figli, o anche sulla propria stessa moglie.
 I tassi di suicidio dicono che le donne sembrano più felici della loro vita rispetto agli uomini.

Per generalizzare enormemente, questo potrebbe essere dovuto al fatto che molte donne restano a casa e sono più connesse, fisicamente ed emotivamente, con le loro famiglie e le persone care. E, almeno tradizionalmente, sono state meno preoccupate per la carriera.

Magari evitare le considerazioni anni Cinquanta e non estraniarsi completamente dalla propria famiglia (la classica via di mezzo, bilanciando casa e lavoro) potrebbe essere d'aiuto.



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