Lunedì 30 marzo 2015 la polizia ha provveduto a sequestrare il patrimonio immobiliare del magistrato Antonio Lollo, 48 anni, considerato il "regista" di quello che rischia di passare alla storia locale come "Fallimentopoli". Lollo è attualmente detenuto a Rebibbia e al momento la sua storia sembra uscire dalle pagine di "Romanzo criminale" che non a caso è stato scritto da un magistrato (De Cataldo). Il sequestro è stato disposto dalla Procura di Perugia, titolare dell'inchiesta.

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Nello specifico sono stati posti sotto sequestro tre appartamenti in zona Campo Boario e precisamente in viale Carturan.

Permane lo sconcerto a Latina per un'inchiesta scoppiata come una bomba, che ha gettato un'ombra sinistra sul locale tribunale, coinvolgendo fino alle estreme conseguenze insospettabili professionisti che, fino a prova contraria, avrebbero messo in piedi un sistema particolarmente efficace per lucrare indebitamente sui molti fallimenti che si sono registrati negli ultimi anni nella zona di Latina e provincia e che hanno interessato anche attività "storiche" travolte dalla crisi con una violenza senza precedenti.





Dopo i commercialisti inizialmente coinvolti (Marco Viola, Massimo Gatto, Vittorio Genco) si è aggiunto un altro indagato nell’inchiesta di Fallimentopoli. Si tratta di Andrea Lauri, un commercialista che potrebbe avere avuto un ruolo nelle procedure fallimentari del tribunale di Latina in qualche modo influenzate da Lollo. La sua posizione resta però tutta da decifrare.

Anche la moglie di Lollo coinvolta nell'inchiesta

Vivo stupore ha sollevato in città il coinvolgimento della veterinaria Antonia Lusena, 45 anni, moglie di Lollo, ma anche di sua madre Angela Lusena Sciarretta, donna stimata anche per il suo passato come funzionario nella locale Questura. Le loro responsabilità sono ancora sotto la lente d'ingrandimento degli investigatori.

Presto altri arresti?

A Latina l'ambiente del tribunale è in fibrillazione perché ci si aspetta il coinvolgimento nell'inchiesta di altri professionisti (commercialisti, avvocati?) visto che i fascicoli "sospetti" sono molto numerosi. Proprio per questo motivo le indagini si annunciano lunghe e complesse. "Fallimentopoli" ha comunque inferto un serio vulnus alla generale credibilità dell'amministrazione della giustizia del foro pontino ma è ancora presto per tirare le somme. E' giusto dare ai soggetti coinvolti nella clamorosa inchiesta il diritto di difesa e la possibilità di far valere le proprie ragioni, anche se obiettivamente la loro posizione non è certo facile, alla luce di alcune intercettazioni ambientali che abbiamo letto, non senza stupore, sui giornali locali. Nei prossimi giorni ne sapremo di più.