Novità inattese sul caso della scomparsa della giovane Yara Gambirasio riguardano la figura dell'uomo che si trova in carcere con alcune infamanti accuse e cioè Massimo Giuseppe Bossetti, 44 anni, di Mapello. Secondo quanto si apprende da Panorama, Bossetti in una occasione minacciò di togliersi la vita. Per quale motivo? Secondo la nota testata Marita Comi, la moglie di Bossetti, lo tradiva.



Questi tradimenti si riferirebbero ai primi anni duemila, quando Bossetti minacciava addirittura di buttarsi da un ponte e trascorreva ore in lacrime all'interno di un container, preoccupato anche per i problemi derivanti da una separazione considerata a quel punto inevitabile.

Inizialmente Bossetti non fu preso troppo sul serio in quanto considerato persona abituata a scherzare molto, ma anche a mentire con imbarazzante facilità. Ad un certo punto i suoi colleghi misero a fuoco il suo disagio con crescente preoccupazione al punto da segnalare la cosa al loro datore di lavoro.

Va aggiunto che Bossetti era stimato come carpentiere e considerato operaio esperto ed efficiente. Vi erano però alcune perplessità circa il suo carattere inaffidabile visto che non disdegnava di raccontare improbabili vicende frutto di una certa fantasia. Sembra che in alcune occasioni disse di non poter lavorare perché doveva sottoporsi a trattamenti chemioterapici.

Non era vero e questa bugia esagerata gli è stata rimproverata da sua moglie, intercettata durante un colloquio in carcere col marito.

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Nel dettaglio Bossetti avrebbe affermato, in una determinata occasione, che la moglie Marita lo costringeva a passare le notti in garage e inoltre non gli permetteva di stare coi suoi figli. Disse poi che aveva l'obbligo di firma presso il comando dei carabinieri poiché aveva maltrattato sua moglie. Tutte cose che sarebbero solo invenzioni.



Secondo gli investigatori questi dettagli sulla vita privata dell'uomo sarebbero utili ad approfondire le cause del movente di natura sessuale che caratterizzerebbe il delitto della minorenne Yara Gambirasio.