Proseguono le indagini sulla morte della giovane Yara con un colpo di scena che arriva il 4 marzo 2015 e cioè il fatto che una persona, che sembrerebbe abbastanza attendibile, sostiene di avere notato la tredicenne salire in una occasione sull'auto del Bossetti, sospettato del turpe delitto. La preziosa testimone, che potrebbe avere un ruolo di notevole rilevanza nelle indagini, risponde al nome di Alma Azzolin. La donna si trovava nella zona della palestra dove Yara era solita allenarsi.

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Alcuni mesi prima dei tristi fatti che tutti conosciamo, la Azzolin, come si apprende da Panorama, aveva accompagnato sua figlia per un allenamento presso la struttura sportiva.

Secondo la sua testimonianza Yara, ad un certo punto, sarebbe salita di sua spontanea volontà sul tristemente famoso furgone Iveco del quale tanto si è parlato negli ultimi mesi. Alla guida c'era Bossetti. Proprio per questo motivo il carpentiere di Mapello è stato accusato di "omicidio volontario" ma non di sequestro di persona come logica giuridica avrebbe voluto.

Evidentemente secondo gli inquirenti Yara Gambirasio è salita senza opporre resistenza, anzi di sua spontanea volontà. Se questa circostanza venisse confermata, le indagini dovrebbero ripartire dall'ipotesi che i due si conoscessero, forse da un certo tempo. Viene da chiedersi cosa possa legare un quarantenne a una ragazzina di 13 anni che conduce una normalissima vita tutta casa, scuola e palestra. Ricordiamo che inizialmente i sospetti si concentrarono su un operaio extracomunitario, che tuttavia risultò estraneo a questa faccenda.

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Le indagini su questa triste storia devono però registrare un'altra importante novità emersa da alcune intercettazioni ambientali. Parlando con la moglie Marita, Bossetti, ad un certo punto, ha fatto una riflessione molto particolare sulle condizioni del terreno nel quale la giovane fu abbandonata al suo destino. Ascoltando queste parole sembra che Bossetti abbia un vero e proprio "laptus mentis", lasciando intendere che lui, quel giorno, fosse là. Sono davvero tanti, ormai, gli indizi contro di lui, ma possono ritenersi sufficienti a provare che è lui l'assassino di Yara Gambirasio? Le indagini continuano, mentre l'uomo resta in carcere a Bergamo.