L’attentato di ieri, 18 marzo, - rivendicato dall'Isis - al Museo del Bardo di Tunisi ha fatto ben ventidue morti. Turisti occidentali, principalmente. Ci sono anche italiani, secondo quanto afferma il premier tunisino Habeb Essid. Tra le vittime ci sarebbero anche dei tedeschi, polacchi e spagnoli. Al Jazeera riferisce che gli italiani uccisi sarebbero due. Non è ancora chiaro se l’attacco fosse inizialmente destinato al vicino parlamento tunisino dove deputati e giornalisti sono rimasti chiusi fino alla fine delle operazioni condotte dalle forze speciali tunisine. Operazioni che si sono concluse con la morte di due terroristi e la cattura di un terzo.

Tutti e tre si erano armati pesantemente e sono entrati nel museo con abiti civili, prendendo in ostaggio duecento persone.

I turisti italiani provenivano da una nave da crociera di una nota compagnia nazionale e hanno malauguratamente scelto, tra le tante escursioni disponibili, proprio quella nel centro di Tunisi, zona ritenuta finora sicura, così come tutta la Tunisia, protagonista della Primavera Araba del 2010 nella quale in un mese di proteste è stato deposto Ben Alì, al potere nello stato nordafricano da ventiquattro anni.

L’attentato a Tunisi getta pesanti ombre sull’effettiva dislocazione e possibilità di attacco dell’Isis, ormai diffusissimo nel territorio grazie ad una campagna mediatica alla quale anche l’occidente ha involontariamente dato risalto.

I migliori video del giorno

La diffusione dei video ha infatti prodotto l’effetto contrario a quello sperato dai media occidentali, provocando paura tra gli abitanti delle nazioni europee e voglia di arruolarsi tra le fila del Califfato tra i giovani delle seconde e terze generazioni di immigrati di origine araba e non solo.

Il terrorista arrestato sarebbe uno studente 22enne del quale non è ancora chiara la nazionalità, anche se un deputato del parlamento tunisino intervistato dal Corriere della Sera sostiene che potrebbe far parte dei gruppi estremisti islamici che esistono anche in uno Stato considerato da sempre tra i più moderati, tolleranti e stabili di tutta la galassia araba.