Al secondo anniversario da Pontefice Papa Francesco sorprende il mondo con un annuncio: l'8 dicembre di quest'anno sarà la data d'inizio del prossimo Giubileo. Esso è l'anno della remissione dei peccati, della riconciliazione, della conversione e della penitenza sacramentale. Un nuovo Anno Santo, dunque, che si affaccia all'orizzonte. "Una nuova tappa nella missione della Chiesa, per portare il Vangelo della misericordia", ha dichiarato Bergoglio. La notizia, a San Pietro, è stata accolta da un applauso.

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Il Giubileo, che si concluderà il 20 novembre 2016, comincerà con la consueta apertura della Porta Santa della basilica di San Pietro, la quale al di fuori di quest'eccezione resta murata.

Ieri, poi, è stata diffusa anche una nuova intervista del pontefice, il quale sostiene che il suo sarà un pontificato breve, quattro o cinque anni. E se Benedetto XVI con la sua rinuncia ha dato una svolta quasi clamorosa alle secolari certezze della Chiesa cattolica, quest'idea a Begoglio "non piace".

La storia del perdono globale ha origini antichissime: la prima volta fu indetto da Papa Bonifacio VIII nel 1300. Ne viene fatta testimonianza anche nella Divina Commedia, Inferno, canto diciottesimo: i Roman per l'esercito molto. Proprio lo stesso Dante vi partecipò. Per Papa Caetani esso avrebbe dovuto avere una cadenza ogni cento anni, in corrispondenza del passaggio di secolo. Questo rito, che vide un enorme affluenza di fedeli dava a Roma una nuova centralità la quale prendeva il posto di Gerusalemme.

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L'importanza storica è dunque assai rilevante. Il secondo Giubileo avvenne cinquant'anni dopo, nel 1350, con Papa Clemente VI che fu convinto dai romani e soprattutto dal Petrarca, che viveva nella città papale di Avignone, il quale celebrò l'evento con la similitudine del celebre sonetto sedicesimo del suo Canzoniere. Così si avrà il ritmo di mezzo secolo fino al 1850, anno di forti turbolenze per la Repubblica romana.

Nella storia della Chiesa si pensò anche di annunciare un Giubileo ogni 33 anni, età della morte di Cristo. Questo ritmo fu rispettato soltanto da Pio X, nel 1933, e da Giovanni Paolo II, nel 1983. Di rilievo è il Giubileo del 1950 in quanto rappresenta la prima vera mobilità per i fedeli cristiani dopo la seconda guerra mondiale. L'ultimo risale all'anno 2000, indetto ancora una volta da Giovanni Paolo II, che ebbe un impatto mediatico impressionante. Ciò di conseguenza allo sviluppo della telecomunicazione che il mondo ha sperimentato dagli anni novanta ad oggi. Così, Papa Bergoglio, che due anni fa entrò nel cuore di tutti fin dalle primissime parole pronunciate a seguito della sua elezione, manda un messaggio a tutto il mondo cattolico. Il sindaco della Capitale, Ignazio Marino, si è detto pronto a lavorare come mai prima per rendere Roma all'altezza dell'evento.