Se c'è una cosa che sembra ormai certa in merito al delitto di Yara Gambirasio, è che Massimo Bossetti non sequestrò la povera tredicenne di Brembate di Sopra, assassinata il 26 novembre dell'oramai lontano 2010: questo elemento si evince da quanto contenuto nella richiesta di rinvio a giudizio per il carpentiere di Mapello, in carcere dal 16 giugno 2014 e principale indiziato per la morte della giovane. Bossetti non sequestrò Yara per il semplice fatto che i due si conoscevano già e, per tale ragione, la ragazzina sarebbe salita, di sua spontanea volontà, sul furgone del muratore quarantaquattrenne, quella sera di fine novembre.

Il pm Letizia Ruggeri, infatti, ha chiesto il rinvio a giudizio per Bossetti sulla base di due capi di imputazione rappresentati dall'omicidio pluriaggravato e dalla calunnia, omettendo, invece, il sequestro di persona che, per molto tempo, si pensava fosse legato alla figura dell'assassino.

Yara Gambirasio conosceva Bossetti: crolla la difesa?

Dunque, per la Procura di Bergamo non ci sarebbero dubbi: Massimo Bossetti e Yara Gambirasio si conoscevano, seppur è difficile immaginare che il loro rapporto fosse più stretto di una semplice amicizia e sommaria conoscenza, risalente solo ad alcuni mesi prima del delitto. Gli inquirenti hanno ritenuto, comunque, di fondamentale importanza la testimonianza di una donna che ha visto una ragazzina molto somigliante alla povera Yara Gambirasio, insieme a Bossetti, a bordo del furgone del muratore.

Questa testimonianza, unita alla prova del DNA ritrovato sui leggings della vittima, sarebbe uno dei principali elementi d'accusa nei confronti di Bossetti. Ora resta da vedere quali saranno le mosse che verranno studiate dalla difesa, prima che l'uomo si presenti per l'udienza preliminare del processo davanti al giudice Ciro Iacomino, fissata per il prossimo 27 aprile.

A questo proposito, è arrivata la notizia che l'avvocato Claudio Salvagni, difensore di Massimo Bossetti per l'omicidio di Yara Gambirasio, verrà affiancato in occasione del processo, da un altro legale, l'avvocato Paolo Camporini. L'impressione è che quella della difesa si presenti come una 'missione impossibile', o quasi.