Ha dell'incredibile quanto accaduto stamattina (giovedì 9 aprile) nel Tribunale di Milano, dove un uomo in abito elegante è riuscito a entrare indisturbato e a sparare alcuni colpi di arma da fuoco prima di fuggire. Nel corso della sparatoria, che non è avvenuta per una rapina come quella di Ottaviano a Roma, sarebbero rimaste uccise tre persone: si tratta di un giudice di nome Ciampi e di due testimoni, che per l'occasione si trovavano proprio all'interno del Palazzo di giustizia del capoluogo lombardo.

Una notizia che ha sconvolto tutte le persone che si trovavano, in quel momento, all'interno della cittadella giudiziaria milanese, immediatamente evacuata dalle forze dell'ordine giunte sul posto. I poliziotti, fra l'altro, hanno subito circondato l'edificio e sono alla ricerca di un certo Claudio Giardiello, che dalle prime indiscrezioni sarebbe l'autore del gesto che ha causato la morte di tre persone e il ferimento di altri testimoni che erano all'interno del Palazzo di Giustizia.

Secondo le prime dichiarazioni delle autorità, il protagonista della sparatoria è un uomo imputato per bancarotta fraudolenta, che aveva deciso di recarsi direttamente in Tribunale per uccidere il giudice Ciampi e vendicare la sua situazione giudiziaria. Il magistrato sarebbe stato colpito a freddo dentro la sua stanza, che si trova al secondo piano dell'edificio milanese. L'attentatore, successivamente, è stato preso dopo una breve fuga dalla cittadella ed è stato arrestato dai carabinieri di Vimercate.

A confermarlo, fra l'altro, è stato proprio il ministro dell'Interno, Alfano, che attraverso un breve tweet ha dichiarato che l'assassino è stato acciuffato dalle forze dell'ordine, che attualmente si troverebbe all'interno di una caserma dei carabinieri nell'hinterland milanese. I feriti, nel frattempo, sono stati trasportati di corsa al Fatebenefratelli di Milano e al Policlinico, ma il 118 ha ricevuto moltissime chiamate anche per molti feriti da panico, che erano nelle vicinanze del Palazzo di Giustizia e hanno assistito inermi alla sparatoria.

Il capoluogo lombardo, insomma, si conferma sempre più lontana dalla figura di capitale morale del nostro Paese.

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