Un vero e proprio massacro, una carneficina dalle dimensioni impressionanti. Sono state in tutto 147 le vittime dell'attentato avvenuto ieri nel nord-est del Kenya in un campus universitario. Un attacco questo, mirato e progettato nei confronti degli studenti cristiani, alcuni dei quali sono stati trucidati e decapitati. Un'azione che è stata rivendicata dagli estremisti jihadisti di Al Shabab, un gruppo terrorista vicino ad Al Qaeda che oggi è tornato ad urlare minacce promettendo nuove azioni terroristiche.

Il Kenya è sotto shock, in queste ultime ore sono saltati fuori un gran numero di video amatoriali che testimoniano la tragedia; in essi si vedono ragazzi disperati, che cercano di fuggire le pallottole dei miliziani di Al Qaeda. Rastrellamenti tra aule e laboratori da parte dei terroristi, in seguito gli spari numerosi e letali.

Una strage insensata generata dalla follia

I militari ed il personale sanitario hanno identificato in tutto 147 vittime nel campus universitario di Garissa, anche se alcuni testimoni hanno riferito addirittura di oltre duecento morti.

I feriti sono invece un centinaio, ad ogni modo un'insensata strage di innocenti, con la sola colpa di perseguire il credo cristiano. Il commando jihadista di Al Shabab ha agito con estrema lucidità, con l'infame azione di risparmiare tutti gli studenti musulmani, eliminando però tutti gli altri. Una separazione etnico-religiosa tra studenti, professori ed assistenti; quindici ore di guerra che rimbombano tuttora nelle menti dei sopravvissuti.

Alcuni si sono salvati fingendosi morti, coperti dai cadaveri dei loro colleghi universitari, i cristiani erano l'obiettivo principale ed adesso la tensione a Nairobi è altissima, in quanto Al Shabab ha minacciato il Kenya di nuovi attentati. Un portavoce della causa jihadista ha annunciato ad una radio locale: "Non ci sarà alcun posto sicuro per voi finchè il Kenya manterrà le sue truppe in Somalia".

Mentre si svolgono tuttora sopralluoghi ed indagini per avere un quadro più chiaro di ciò che è accaduto, gli studenti sopravvissuti hanno fatto sapere che non rientreranno più nel campus di Garissa, eccellenza dell'università nello stato africano del Kenya. Il terrore è ancora stampato negli occhi di questi poveri ragazzi, inoltre il college è troppo vicino alla Somalia, a neanche150 chilometri, troppo pochi per potersi sentire al sicuro. Il Kenya si sente ancora sotto minaccia, come quando 17 anni fa Al Qaeda distrusse l'ambasciata americana uccidendo 213 persone. Gli USA hanno messo a disposizione la loro rete di servizi segreti per poter arrivare ai colpevoli, anche l'Unione Europea ha ribadito la sua intenzione di aiutare Nairobi, perchè il pericolo è di livello mondiale.

Un ex membro di Al Qaeda ha reso noto che il capo supremo di tale organizzazione, ossia Al Zawahiri, ha deciso di rendere libere le varie cellule jihadiste in ogni paese, facilitando nuovi attacchi e la creazione di nuovi eserciti.

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