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In Kenya si è consumata una mattanza per un motivo che la ragione stenta a riconoscere. Sono ancora le 4,30 del mattino, il collegio della città di Garissa a 150 km dal confine somalo, brilla per le esplosioni di bombe umane. I guerriglieri che hanno assaltato l'istituto erano carichi di esplosivi e sono saltati in aria non appena sono stati colpiti dai soldati di presidio che hanno risposto all'attacco. Uno scambio di bossoli che si è prolungato fino alle 20,30. Una giornata che resterà fissata nella memoria per i numeri: 16 ore di assedio, 815 persone presenti al momento dell'attacco, 147 morti, 79 feriti, 150 persone ancora non rintracciate. E nell'altro bilancio, quello dei carnefici, si contano 4 morti. Nel tritacarne dell' integralismo sono finiti professori e giovani studenti che hanno pagato per il loro credo religioso, mentre i 15 ostaggi islamici vengono da subito rilasciati. Una delle studentesse riuscita a scappare ha dichiarato di aver" visto corpi senza testa". Forse la testa responsabile di aver pensato all'esistenza di un altro Dio.

I responsabili

I qeadisti della cellula somala di Al Shebaab hanno rivendicato la responsabilità dell' attacco. I proseliti di Al-Shebaab sostengono un'interpretazione molto rigida della shari'a. Il loro nome è legato già ad attentati precedenti in terra kenyana che hanno colpito centri che potessero avere un'importanza ideologica o economica. La maggior parte degli attacchi ha interessato la zona liminale tra Kenya e Somalia, un'area grigia di 700 km. L'ideologo di questa frangia terroristica è Mohamed Mohamud Kuno, ormai divenuto noto nel suo circolo come Dulyadin e Gamadhere. Kuno sarebbe anche il coordinatore della strage a Garissa secondo le fonti di sicurezza. Molto particolare la sua parabola, dalle esperienze come operatore umanitario, insegnante e direttore di una scuola teologica, fino alle posizioni più intransigenti. A lui sarebbe addebitabile la responsabilità dell'attacco del 22 novembre 214 ad un autobus di linea presso Mandera quando sono state sacrificate al Corano 28 persone. Ma Kuno risulta irrintracciabile perciò la polizia ha emesso una ricompensa di 220 mila dollari a chi riporti informazioni utili per stanarlo.

C'erano stati allarmi

L'intelligence aveva comunicato la possibilità di attacchi terroristici avvertendo soprattutto gli studenti del pericolo. Ma le misure di sicurezza erano state concentrate sui principali atenei del Paese: Kenyatta University, l'University of Nairobi, e l'United States International University. Il campus di Garissa era rimasto scoperto dalla rete di protezione. Gli attentatori non hanno dovuto forzare massicci cordoni di poliziotti e hanno offerto al loro leader la propria vita e quella di giovani ragazzi: 147 pecorelle smarrite che i pastori dell' islam forse con la predicazione non sarebbero riusciti a recuperare.