La Turchia blocca l'accesso ai principali social network: Facebook, Twitter e Youtube oscurati dalle autorità. La motivazione, secondo quanto riporta il quotidiano on line "Hurriyet", giunge a seguito della diffusione delle foto del pm Mehmet Selim Kiraz, preso in ostaggio e ucciso lo scorso martedì per mano di due brigadisti del Dhkp-c. Si tratta della nona vittima associabile alle proteste di Gezi Park.

166 siti oscurati

Quella intrapresa dal governo di Ankara è senza dubbio la più grande misura di censura intrapresa in occidente.

Pubblicità
Pubblicità

Sono ben 166 i siti oscurati per aver pubblicate le foto del magistrato ucciso. L'Access Provider Associations, secondo quanto riporta Hurryet, ha ricevuto una richiesta scritta da parte della magistratura turcha. A breve analoga richiesta sarebbe sarà inviata anche ai provider Ttnet, Turkcell, Superonline e Avea.

Pubblicità

Le leggi bavaglio

Non è la prima volta che la Turchia oscura il web. Particolari leggi sono state varate lo scorso 27 marzo da Erdogan, che permettono alle autorità di chiudere o negare l'accesso ad un sito internet per tutelare il diritto alla vita, la proprietà, garantire l'ordine pubblico nazionale, prevenire un reato o proteggere la salute pubblica. Già in passato alcuni siti erano stati censurati per via di contenuti audio legate alle accuse di corruzione nei confronti di alcuni esponenti del governo Erdogan.

Escalation di terrorismo

La Turchia, in vista delle elezioni del prossimo 7 luglio, non sta vivendo uno dei periodi più pacifici. In pochi giorni si sono registrati tre allarmi bomba su altrettanti voli partiti dall'aeroporto internazionale di Istanbul. L'attacco a una delle sedi dell'Akp (il partito per la giustizia e lo sviluppo del premier Erdogan) e alla questura centrale di Istanbul. Senza dimenticare gli spari a colpi di arma da fuoco rivolti verso il pullman del Fenerbahce ieri sera, poco dopo la vittoria della squadra Caykur Rizespor (5-1).

Arrestato reclutatore Dhkp-c

Un duro colpo al terrorismo turco è stato messo a segno proprio in Italia, dove è stato arrestato uno dei reclutatori del Dhkp-c. L'arresto è avvenuto nella notte scorsa a Venezia, e più precisamente in una struttura ricettiva di Mestre. L'uomo, un austriaco, si trovava in Italia con moglie e figli ed è stato arrestato dall'alert del sistema di registrazione online degli ospiti delle strutture ricettive.

Soddisfatto il ministro degli Interni Angelino Alfano che ha parlato di allerta terrorismo e di "controlli ai massimi livelli".

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto