Non si stanca di sorprendere Papa Francesco. Dopo la Bolla del Giubileo della Misericordia, un appuntamento che ha meravigliato un po' tutti, ecco il ricordo del primo genocidio del XX secolo. La strage di oltre un milione di Armeni perpetrata dalla Turchia è stata al centro della preghiera della celebrazione eucaristica della seconda domenica dopo Pasqua.

Assieme al successore di Pietro nel cuore della cristianità erano presenti numerosi rappresentanti della Chiesa di Armenia: Karekin II Supremo Patriarca e Catholicos di tutti gli armeni  assieme ad Aram I Cathilicos della Grande Casa di Cilicia.

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Nella messa il papa ha dichiarato dottore della Chiesa san Gregorio di Narek, grande santo e studioso armeno. Il tema della preghiera è stato la Misericordia, "dalle piaghe del Cristo morto e Risorto proviene la nostra salvezza, cuore della Misericordia divina", ha meditato il pontefice nell'omelia.

Un legame per tanti inatteso e inaspettato dunque con la santa della divina Misericordia, la polacca suor Faustina Kowalska, religiosa che ci porta al suo predecessore, Papa Giovanni Paolo II. Ben conosceva il papa polacco l'opera e le rivelazioni che da Gesù stesso ricevette in vita la suora morta poi a Cracovia nel 1938. Il giovane Karol lesse la sua storia e pregò secondo le intenzioni da lei proclamate per tutta la vita. La santa fu canonizzata infatti durante il Grande Giubileo del 2000. Ecco l'altra analogia con il pastore santo: indire un Giubileo e dedicarlo alla Misericordia, il cuore del messaggio di santa Faustina: Papa Francesco ha accolto praticamente l'invito del suo predecessore.

Questa mattina si celebrava inoltre la Pasqua ortodossa, una risurrezione pregata per i martiri di oggi: i cristiani.

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Un pensiero più che naturale a chi in Nigeria, Siria, Iraq e tanti altri Paesi è ammazzato solo perché di religione cristiana. Un genocidio del Terzo Millennio che purtroppo si collega a quello armeno del 1915 e mai ammesso dalla nazione turca. Anche per questa mancata accettazione di responsabilità ha pregato Papa Francesco sotto gli occhi del presidente armeno Serzh Sargsyan. Il capo di Stato si recherà a Napoli successivamente. Qui visiterà la celebre chiesa di San Gregorio Armeno al centro storico dove è appena stato restaurato il chiostro e bacerà, assieme al cardinale Crescenzio Sepe, la reliquia del santo molto conosciuto a Napoli.