È sempre in carcere, ai primi di maggio 2015, il carpentiere di Mapello Massimo Giuseppe Bossetti, accusato di avere ucciso la giovane Yara Gambirasio di Brembate in circostanze rimaste ancora da chiarire. Gli investigatori che stanno lavorando al caso si sono fatti un'idea precisa del soggetto in questione e lo definiscono una persona piuttosto abile nel dire il falso e dunque un potenziale manipolatore. Agli atti dell'inchiesta, infatti, risulta che Massimo Bossetti avrebbe in alcune occasioni tentato di coinvolgere un collega di lavoro nella triste vicenda, ma anche simulato di essere affetto da grave patologia al cervello, così da assentarsi in alcune occasioni dal luogo di lavoro.

Il peso delle intercettazioni di Bossetti a maggio 2015

La Rai (GR1) ha trasmesso le intercettazioni ambientali registrate in carcere a Bergamo tra il muratore e sua moglie.

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Nell'occasione quest'ultima non si capacita di come il marito possa avere affermato di soffrire di tumore, cosa che non è vera. Bossetti continua a dichiararsi innocente e in occasione di alcune interviste televisive ha incassato la solidarietà della moglie Marita.

L'uomo ha anche scritto una "lettera aperta" pubblicata da il quotidiano "Il Giorno" per esporre le sue ragioni, ribadendo la sua innocenza, il disagio vissuto in carcere e la crescente preoccupazione per il futuro dei suoi familiari.



La Suprema Corte di Cassazione ha intanto dichiarato che sono ammessi nel processo gli esami del Ris sul dna individuato sugli abiti di Yara. I legali di Bossetti continuano intanto a dire di essere in grado di smontare le tesi dell'accusa.

La presa di posizione del Garante della privacy

In questi giorni anche il garante della privacy ha voluto dire la sua su questa vicenda, stigmatizzando la "condanna preventiva" di Bossetti da parte di alcuni media, che va invece considerato presunto innocente fino a condanna definitiva e cioè passata in giudicato.

I migliori video del giorno

Il carpentiere di Mapello rimane intanto detenuto nel carcere di Bergamo, dove si trova ristretto dal 16 giugno 2014. Ricordiamo che una nota trasmissione televisiva e precisamente "Quarto grado" ha recentemente pubblicato il video che immortala Bossetti il giorno del suo arresto. Solo diritto di cronaca o classico caso di "mostro sbattuto in prima pagina"? C'è secondo voi il rispetto della privacy in questo caso? Dite la vostra a commento di questo articolo.