Elena Ceste era una donna semplice e tranquilla, ma profondamente sola e questa sua solitudine, nasconde senza dubbio, la cruda verità sulla sua morte. Madre di quattro figli, trascorreva una vita apparentemente tranquilla, dedicata totalmente alla famiglia ed alla sua casa, poi quel fatidico 24 gennaio 2014, scompare misteriosamente nel nulla e dopo lunghissime indagini, finti ritrovamenti, false dichiarazioni televisive, viene ritrovata in un canalone nel mese di ottobre dello stesso anno, non molto lontano dalla sua abitazione.

Elena cercava di evadere

Da quello che si è potuto constatare in questa triste vicenda, Elena viveva sotto l'assoluto dominio del marito Michele, questo è quanto riportato dal settimanale 'Quarto Grado Magazine' in un ampio servizio, pubblicato nel primo numero della rivista.

Negli ultimi mesi della sua vita però la donna, ha cercato disperatamente una via di fuga, ha cercato di evadere dalla sua solitudine, racchiusa nelle mura domestiche, da un marito con un carattere dominante e onnipotente. L'unico modo per cercare di comunicare per lei, era quello di farsi aiutare dalla tecnologia: computer, telefono e l'utilizzo dei social network.

Aveva ricontattato alcuni suoi vecchi amici

Ultimamente aveva cercato di ricontattare alcuni suoi ex compagni di classe e vecchi amici, in particolare con uno di questi (padre di un compagno di classe del figlio), si era sviluppata un'amicizia speciale: telefonate, scambi di messaggi con i quali Elena cercava disperatamente di uscire da un tunnel. Nei ritagli di tempo, tra gli impegni che può avere una moglie e una madre di quattro figli, cercava il contatto esterno, quasi volesse evadere da una prigione di massima sicurezza.

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Il marito Michele però si era fatto sempre più asfissiante, la controllava a vista, le prendeva il cellulare, tanto che un giorno la donna in un sms inviato al suo amico scriveva: 'Oggi giornata irrespirabile, mi vietano anche di aprire Facebook....'.

Gli inquirenti non hanno dubbi

Gli inquirenti a riguardo non hanno dubbi, la verità sulla sua morte è stata scritta dal marito Michele, infatti il 24 ottobre 2014 i Carabinieri consegnano all'uomo un avviso di garanzia, e gli notificano il provvedimento, nel quale risulta formalmente indagato, poi il successivo 29 gennaio 2015 Michele Buoninconti viene arrestato con l'accusa di 'omicidio volontario'. Solitudine, tristezza, restrizioni, sono i fattori che avrebbero segnato il destino di Elena, una mamma ed una donna che ha avuto la sola colpa di voler vivere una vita serena insieme ai suoi quattro figli.