Viviamo in una nazione che si definisce ''cattolica'' , ma l'unico elemento cattolico presente è rappresentato dalla vera devozione dei fedeli. Il resto è solo spazzatura. La nostra chiesa condanna come peccatori i divorziati, condanna coloro che si rivolgono alla fecondazione assistita, condanna le unioni di fatto, condanna le coppie omosessuali e poi dietro a dei finti sorrisi di preti, considerati dalla comunità ''pastori di anime perdute'', si nasconde il loro vero lato, quello di ''mostri''.

È l'ennesimo caso di pedofilia da parte di un prete salesiano che, fingendosi un manager americano, era a capo di un commercio di foto, video e altro materiale pedo-pornografico.

I video che venivano mandati in vari siti web avevano come protagonisti bambini di soli 10 anni costretti, dalla follia umana, a rapporti sessuali tra loro e con animali. Inserito in questo sporco mercato c'è anche il prete salesiano. Lo scambio dell'intero materiale pedopornografico è stato bloccato nella giornata di martedì 26 maggio 2015 dal gip milanese Paolo Guidi. Quattro gli arrestati tra cui due disoccupati, un operario e il prete.

Secondo le indagini fatte dalla Polizia Postale sono stati individuati oltre duecento utenti mondiali che effettuavano scambi di video e foto. Tra questi utenti, con false identità, solo ventinove sono italiani. Grazie anche all'Interpol sono stati inviati a 35 Paesi informazioni sugli utenti stranieri individuati dalle indagini.

Sempre martedì mattina è stato effettuato il sequestro dell'intero materiale informatico dei presunti indagati e sono ancora in corso le ricerche per individuare le identità dei bambini, vittime della criminalità.

Il prete arrestato, all'interno delle rete aveva anche lui un falso profilo e secondo le accuse l'uomo avrebbe acquisito foto e video di bambini per poi scambiarli con gli atri utenti.

I tanti pedofili si incontravano nel social Imgsrc.ru dove utilizzavano un loro linguaggio in codice su foto normali, spostando poi le loro attenzioni su atri siti web dove avveniva questo scambio di foto e video. Tutte le indagini sono state eseguite da agenti sotto copertura che, fingendosi anche loro dei pedofili, sono riusciti a fermare e arrestare quelli veri.