Martedì 26 maggio 2015 le autorità irachene hanno annunciato l'inizio di una grande operazione militare destinata a liberare dallo Stato Islamico (Isis) la provincia di Al-Anbar. Tale area si trova ad ovest dell'Iraq e si estende fino alla provincia di Baghdad e ai confini siriani, sauditi e giordani; la maggior parte degli abitanti è di origine sunnita. La sua capitale, Ramadi, cadde nelle mani dei jihadisti il ​​17 maggio 2015.

"L'Unità di Mobilitazione Popolare, forza paramilitare a maggioranza sciita, condurrà l'operazione in collaborazione con le forze armate", ha detto uno dei loro portavoce in una conferenza stampa trasmessa dalla televisione di Stato. Inizialmente, il governo di Baghdad aveva evitato di fare appello alle milizie sciite, noti per la loro brutalità, al fine di non perdere l'appoggio delle tribù sunnite non ancora schierate a favore dell'ISIS.

Riaperta una vecchia guerra fra religioni - Molto probabilmente l'avvio dell'operazione militare, denominata "Labeïk ya Hussein" ("Rispondo alla tua chiamata, o Hussein"), fa seguito alle critiche americane sull'esercito iracheno dopo la caduta di Ramadi. La scelta del nome è un chiaro riferimento alla richiesta di aiuto lanciata dall'Imam Hussein, il terzo imam sciita nonché nipote di Maometto, nella battaglia di Karbala del 680. In questa battaglia, il cui anniversario è ancora oggi ricordato accoratamente dal mondo arabo, l'Imam Hussein guidò il suo piccolo esercito contro quello del Califfo instauratosi illegittimamente. Il loro obiettivo era di proteggere la religione e le istituzioni islamiche. La spedizione fu, tuttavia, una completa sconfitta per l'Imam e i suoi accoliti. Tutti gli uomini furono uccisi brutalmente. Gli sciiti commemorano ogni anno la morte e la decapitazione di Hussein elevando l'uomo come mito di "giustizia"; l'uomo che diede la sua vita per la "giustizia". Pertanto il nome dell'operazione illustra l'ascesa in campo di antagonismi religiosi nel conflitto iracheno.
La guerra all'ISIS, dunque, si sta trasformando anche in una guerra interna del mondo arabo, guerra fra religioni e fazioni interne.