Salerno, 29 maggio 2015, maxi operazione antidroga della Polizia di Salerno, contro un'organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di droga operante nel Salernitano. L'operazione, è stata coordinata dalla locale Procura della Repubblica, Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dagli agenti della squadra mobile di Salerno e del Servizio centrale operativo. Un'ordinanza di custodia nei confronti di 87 presunti affiliati all'organizzazione malavitosa, soggetti in diretto contatto con il clan Giffoni/Noschese che operava nel battipagliese. Oltre agli 87 arresti, gli uomini della squadra mobile di Salerno hanno sequestrato anche una lussuosa villa e una attività commerciale nel campo della ristorazione.



Le indagini della maxi operazione antidroga della Polizia di Salerno

Una nota della Polizia spiega che l'organizzazione, attingeva rifornimenti degli stupefacenti attraverso numerosi viaggi nel napoletano, esercitando estorsioni, nei confronti dei soggetti affiliati, che non mantenevano i termini di consegna, del profitto ricavato dallo spaccio.

Le indagini della maxi operazione antidroga della Polizia di Salerno, hanno permesso l'accertamento nello specifico che il gruppo, dal 2009 fino al 2012, era guidato da Cosimo Podeia, Pastina Paolo e Pierpaolo Magliano, i quali a loro volta, avevano introdotto all'interno dell'organizzazione malavitosa, tutti coloro che nel territorio di Battipaglia e nei comuni vicini svolgevano attività di spaccio di stupefacenti, attraverso metodi camorristici di intimidazioni e di omertà.

Di rilevante importanza, per le indagini della Polizia di Salerno, sono state le dichiarazioni di alcuni affiliati al clan, che proprio in seguito alle continue indagini svolte dalla Procura, si sono convinti a collaborare con la giustizia.

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Collaborazioni che hanno messo alla luce, particolari dell'organizzazione che aveva come obiettivo, anche il condizionamento del voto elettorale per l'amministrazione locale. Inoltre il gruppo, attraverso atti intimidatori, mirava al monopolio delle attività amministrativa locali della città di Battipaglia e al mantenimento egemonico del controllo territoriale, con la collaborazione di altre pericolose organizzazioni criminali già note nel battipagliese, i cui capi, anche se detenuti, erano ancora influenti e determinanti sulle attività criminali sul territorio.