Salvatore Parolisi, 36 anni, marito di Melania Rea e per i giudici, anche suo assassino. L'uomo il 26 Ottobre del 2012 fu condannato all'ergastolo, il 30 Settembre 2013 tale pena fu ridotta a 30 anni, nel 2015 è stato condannato a "soli" 20 anni di carcere. Si è concluso così il processo al sottufficiale dell'esercito, che il 18 Aprile del 2011 uccise barbaramente la moglie a Ripe di Civitella (Teramo) con ben 35 coltellate, a pochi metri dalla figlioletta Vittoria, che all'epoca non aveva neanche 2 anni ben compiuti. La Corte d'Assise d'Appello di Perugia ha infatti deciso di accogliere la richiesta da parte della Cassazione, del non-riconoscimento dell'aggravante di crudeltà.

In parole più elementari, secondo i giudici, Parolisi avrebbe sicuramente ucciso Melania, ma non in maniera crudele.

Il punto di Roberta Bruzzone

Nadia Accardi, inviata del noto settimanale Grand Hotel, ha avuto modo di intervistare Roberta Bruzzone, 41 anni, esperta criminologa ed ospite di vari programmi e talk show televisivi come Porta a Porta, Pomeriggio 5 o La vita in diretta. Per la Bruzzone, tale sentenza lascia con l'amaro in bocca i famigliari della povera Melania Rea, inoltre, secondo l'ipotesi della psicologa forense e consulente della famiglia Rea, tra qualche tempo Salvatore Parolisi potrebbe chiedere alcuni permessi premio. Durante l'intervista all'Accardi, ha infatti dichiarato che :"L'assassino potrebbe usufuire di una serie di licenze e permessi, mentre la famiglia di Melania è emotivamente condannata all'ergastolo".

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La Bruzzone ha dichiarato che Gennaro e Vittoria Rea, i genitori della donna, sono ad ogni modo soddisfatti del riconoscimento di Parolisi come colpevole. Alla fine la criminologa ha spiegato il perchè di questa discutibile riduzione di pena: "Il modus operandi dell'assassino, seppur brutale ed efferato, non è stato considerato tale da confermare l'aggravante di crudeltà, quello di Melania è stato giudicato un omicidio dettato dall'impeto, dall'ira".

Ritorniamo a quel maledetto giorno

Come abbiamo già detto, Melania fu uccisa il 18 Aprile di 4 anni fa a Ripe di Civitella, verso le 15:00 Salvatore Parolisi diede l'allarme, in quanto non riusciva più a trovare la sua giovane e bella consorte. Agli inquirenti l'uomo raccontò che la moglie si era allontanata mentre stavano trascorrendo un tranquillo e spensierato pomeriggio al parco, in compagnia della loro bambina. Melania fu in seguito ritrovata a pochi metri dal luogo segnalato dal marito. Si pensò ad un maniaco, data la modalità e la brutalità dell'omicidio, ma nei giorni seguenti, i sospetti si spostarono subito verso il caporalmaggiore, il quale confessò di non essere un marito fedele, in quanto già da due anni aveva instaurato un rapporto amoroso con Ludovica, una soldatessa di 25 anni conosciuta presso la caserma di Ascoli Piceno, ove il caporalmaggiore prestava servizio.

Secondo l'accusa, il Parolisi si sarebbe sentito schiacciato da un lato dalle pressioni di Ludovica, che voleva il suo amante tutto per sè, dall'altro dalla stessa Melania, la quale avrebbe scoperto l'infedeltà del marito. Secondo i giudici di Perugia, questo stare tra i metaforici due fuochi, avrebbe spinto il militare ad uccidere brutalmente, ma non crudelmente, la giovane Melania Rea con 35 coltellate.