Non si vede all'orizzonte la fine delle indagini sulla morte di Maurantonio al 5 luglio 2015. Il ragazzo è morto il 10 maggio 2015 e sono dunque trascorsi quasi tre mesi (un periodo temporale significativo) dalla notte in cui è caduto, per motivi che restano da capire, dal quinto piano di un hotel milanese. Domenico frequentava il liceo Nievo di Padova.

Il presunto ruolo dei colleghi

La sua morte rimane al momento un rebus investigativo di difficile soluzione. Il timore è che si possa arrivare a un'archiviazione, che non darebbe risposte al desiderio di verità dei genitori di Domenico Maurantonio, i quali rimangono convinti che il figlio sia stato buttato giù da qualcuno che è riuscito a restare "nell'ombra", forse proprio uno dei compagni di scuola, che potrebbe anche avere spinto il collega per un banale scherzo finito male, come a volte succede a questa età, quando i ragazzi amano scherzare, a volte esagerando un po'.

Ma non ci sono le prove di tutto ciò: sono mere supposizioni e un processo ha invece bisogno di materiale probatorio.

Perché avrebbe dovuto suicidarsi?

Gli uomini della sezione omicidi della Squadra mobile di Milano, diretti dal pubblico ministero Claudio Gittardi, proseguono comunque le loro indagini nella speranza di poter trovare la traccia buona per mettersi sulla pista investigativa giusta. Secondo un'ipotesi espressa dai genitori dei colleghi di Domenico esiste la possibilità che il 19enne, per motivi sconosciuti, abbia deciso improvvisamente di farla finita gettandosi nel vuoto. Sappiamo che fino alle ore 5:20 Domenico Maurantonio non solo era vivo ma era sveglio, visto che inviava una foto sul gruppo WhatsApp della classe, poi accade qualcosa. Decide di uscire dalla camera volontariamente o è costretto a uscire in piena notte dai suoi compagni? Sarà importante chiarire tale aspetto, perché se Domenico Maurantonio ha voluto uscire deliberatamente o era in stato confusionale (aveva bevuto un po' ma l'alcool non era ancora entrato in circolo) o aveva strane idee per la testa, come fare scherzi pesanti o addirittura suicidarsi.