Per la criminologia, che studia la genesi e la dinamica dei crimini, generalmente se un delitto non viene risolto entro 24-48 ore il caso andrà per le lunghe ed è esattamente quello che sta accadendo per Domenico Maurantonio, il 19enne padovano morto in circostanze tutte da ricostruire a Milano. La domanda principale per ora senza una risposta è questa: possibile che i compagni di camera non abbiano sentito o visto uscire Domenico quella notte? Gli aggiornamenti sul caso a oggi 17 giugno 2015.

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Una caduta senza un movente

Il ragazzo si trovava in gita scolastica. Alloggiava preso l'albergo Leonardo Da Vinci. E' morto cadendo dal 5° piano, dopo essere uscito dalla stanza che divideva con due compagni di studi. Nessuno ha sentito nulla, non ci sono testimoni. I genitori sostengono che il figlio possa essere stato spinto giù: non trovano altre spiegazioni. I compagni, che dicono di avere sempre collaborato con gli inquirenti, hanno segnalato la presenza di prostitute in hotel, accompagnate a loschi figuri.

Difficile credere a un suicidio

Domenico Maurantonio studiava con impegno e soprattutto con profitto al liceo scientifico Nievo di Padova. Le ultime news dicono che il PM dr. Claudio Girardi ha ascoltato i genitori a Milano, assistiti dal loro legale di fiducia Eraldo Stefani. Il giudice ha avuto bisogno di chiarire alcune cose. La tesi del suicidio appare la meno credibile, perché Domenico era un ragazzo senza particolari problemi, che era integrato, fidanzato e appassionato di musica.

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Si era entusiasmato visitando il Milano Expo e aveva raccontato telefonicamente la sua esperienza alla madre Bruna Comin. Perché avrebbe dovuto uccidersi proprio alla vigilia della maturità, ammesso con ottimi voti? Il medico legale dei Maurantonio effettuerà un sopralluogo in albergo al fine di trarre le debite conclusioni. L'esperto prescelto è il dr. Massimo Montisci. Obbiettivamente appare improbabile che quella notte nessuno udì il rumore di un corpo che cade dal quinto piano, che produce un certo rumore al suo impatto al suolo. Il sospetto è che qualcuna delle persone che alloggiavano al a Vinci abbia almeno sentito qualcosa ma abbia taciuto, magari per pura vigliaccheria.

Una colletta benefica voluta dalla madre

La drammatica vicenda ha creato le premesse per un gesto di solidarietà: in occasione della rappresentazione teatrale della scuola dove insegna Antonia Comin è stata raccolta la somma di 750 euro che sarà donata in beneficenza a un istituto scolastico indiano, come chiesto dai Maurantonio/Comin il giorno dei funerali del loro Domenico. Gli inquirenti continuano a lavorare sulle tre sole piste possibili: caduta a seguito di spinta o colluttazione, suicidio, incidente.

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Il davanzale è alto un metro e dieci circa. Maurantonio aveva bevuto un po' (liquore alla prugna) e stava male di stomaco: perché avrebbe dovuto salire su quel davanzale?



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