Michele Misseri, zio di Sarah Scazzi, viene da molti considerato una vittima della moglie, Cosima Serrano, e della figlia, Sabrina Misseri, entrambe condannate all'ergastolo in primo e in secondo grado. Le indagini sulla scomparsa di Sarah, iniziate nell'agosto 2010, subiscono una svolta due mesi dopo col ritrovamento del suo cellulare da parte dello zio.

Da quel giorno le parole di "zio Michele", un agricoltore con un passato da emigrato in Germania, non faranno altro che contraddirsi l'una con l'altra. Misseri, nell'ordine, confessa di aver ucciso la nipote il 6 ottobre, ovvero una settimana dopo il ritrovamento del cellulare.

Tempo (nemmeno) dieci giorni cambia idea, denunciando il coinvolgimento della figlia Sabrina. L'uomo confessa anche di aver fatto sogni erotici sulla nipote e di aver addirittura profanato il suo cadavere, facendoci sesso. Smentito dall'autopsia, lo zio ammetterà di non aver mai toccato Sarah e, il 6 novembre, dichiarerà di essere stato chiamato dalla figlia, autrice del delitto, per aiutarla a nascondere il corpo. 

Misseri verrà scarcerato nell'aprile 2012, dopo la scadenza dei termini di custodia cautelare per il reato da lui commesso, ovvero l'occultamento del cadavere della nipote. L'uomo, tra l'altro, è stato anche accusato di calunnia per aver sostenuto di aver accusato la figlia su suggerimento del suo avvocato e della criminologa Roberta Bruzzone.

Nel dicembre 2012 Misseri, sentito dai giudici della Corte d'assise di Taranto, torna a dichiararsi colpevole dell'omicidio della nipote.

I migliori video del giorno