Gaspare Como, marito della sorella del boss dei boss di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro, è stato posto agli arresti domiciliari. Allo stesso Como sono stati sequestrati beni per oltre 200 mila euro. Sebbene il tesoro del superlatitante Messina Denaro sia difficilmente calcolabile, viste le presunte infiltrazioni della mafia in diversi settori d'investimento sia in Sicilia che altrove, come ad esempio l'eolico, la Dia di Trapani non ha esitato a mettere in atto l'ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari (GIP) di Marsala, Vito Saladino. Il sequestro di due negozi di abbigliamento è stato motivato dall'accusa di trasferimento fraudolento di fondi.

Il padrino di Castelvetrano, Matteo Messina Denaro, cognato di Gaspare Como, sarebbe stato l'occulto finanziatore delle attività.

Finito in manette e poi controllato elettronicamente

Dopo l'arresto, la Dia di Trapani ha provveduto a installare un braccialetto elettronico a Gaspare Como, oggigiorno previsto per chi è indagato agli arresti domiciliari. Di recente, l'applicazione di un braccialetto elettronico al polso alla caviglia della persona a cui sono stati applicati gli arresti domiciliari facilita l'opera di monitoraggio da parte delle Forze dell'Ordine.

Gaspare Como

I punti in comune con il boss Matteo Messina Denaro - attualmente ritenuto al vertice dell'organizzazione mafiosa di Cosa Nostra - sono parecchi e rilevanti. Sposato con la sorella stessa della primula rossa Messina Denaro, Bice Maria Messina Denaro ed originario di Castelvetrano, paese d'origine del boss siciliano, Gaspare Como non è nuovo alla giustizia italiana.

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Già nel 2012 la Dia gli aveva sequestrato numerosi beni, tra cui diversi immobili e lussuose automobili. L'accusa ai tempi era quella d'intestazione fittizia di beni. Como sarebbe stato, dunque, un "prestanome" del boss dei boss di Cosa Nostra. In quest'ultimo frangente, la procura di Marsala lo accusa di aver gestito due esercizi commerciali per la vendita di articoli d'abbigliamento a Marsala e Castelvetrano.

Inchiodato dalle intercettazioni

La Dia di Trapani ha maturato l'arresto di Como dopo una lunga serie di intercettazioni telefoniche. A sua volta, Como, al fine di evitarne il sequestro, avrebbe intestato a terzi un immobile sito a Triscina.

Dalle intercettazioni sono emersi anche alcuni contatti del Como nella città di Palermo con alcuni rifornitori cinesi di articoli commerciali (per i negozi gestiti dallo stesso).