Pamplona deve la sua fama mondiale alla Festa di San Firmino, la settimana di canti e corride in onore del santo protettore che affonda le sue radici nel Medioevo. Ernest Hemingway si innamorò della città in festa e vi soggiornò diverse volte, volendo provare l'ebbrezza di sfuggire alle corna dei tori scatenati. Dall'esperienza lo scrittore americano trasse ispirazione per il romanzo "Fiesta". Oggi 7 luglio il primo giorno di festeggiamenti ed il primo encierro, termine che sta ad indicare la chiusura dei tori nel recinto dell'arena, e che a Pamplona ha preso i connotati di un imperdibile spettacolo popolare.

Sono quattro fino ad ora le persone che hanno saggiato la consistenza delle corna dei nuovi campioni, turisti americani e britannici. Pochi giorni fa la protesta della Peta per le strade della città, nudi e dipinti di rosso, si sono sdraiati a decine per rivendicare i diritti degli animali.

Come si svolge l'encierro

Una corsa di 825 metri davanti ai tori per le viuzze lastricate del centro, con l'arrivo nella plaza de toros.

Ecco come, ogni giorno per una settimana, migliaia di persone tra corridori esperti e non, turisti e curiosi, dimostrano il loro coraggio e sperimentano una delle corse più adrenaliniche del mondo. Il tutto dura soltanto tre minuti, con la maggior parte dei partecipanti che corrono a debita distanza dalle corna, e i pochi corridori esperti che guidano i tori a colpi di giornale. I negozi chiudono, mentre bar, ristoranti e discoteche alimentano la sbornia generale.

Residenti e turisti si affacciano dai balconi strapieni sopra via Mercaderes e la strettoia che porta all'arena. Per partecipare alla corsa è sufficiente avere 18 anni ed prendere posizione nel primo tratto recintato del percorso. Tra le misure di sicurezza il divieto di entrare ubriachi, portare con sè macchine fotografiche o altri oggetti che mettano in pericolo gli altri corridori, più di quanto non facciano già i tori, almeno.

Prima dell'encierro le strade vengono pulite dai resti della lunga baldoria notturna, e i corridori chiedono la benedizione a San Firmino secondo consuetudine, intonando tre volte una canzone rivolti all'immagine del santo.

Le origini

La pratica dell'encierro risale al Medioevo, quando i pastori della regione di Navarra conducevano i tori dalle praterie fino alla plaza de toros. La notte precedente la corrida si accampavano fuori della città e all'alba entravano circondati da tori e seguiti da una folla di persone entusiaste che li aiutavano con pali e bastoni a chiudere gli animali nel recinto.

Con il passare del tempo l'usanza contadina divenne costume popolare, e la gente smise di incitare i tori e cominciò a correre davanti alle loro corna. La Festa di San Firmino ha perso molto della componente religiosa che la caratterizzava alle origini, sebbene l'encierro continui ad emozionare la popolazione locale e ad attrarre curiosi da ogni parte del mondo, tanto che la cittadina di Pamplona nella seconda settimana di luglio si trova ad ospitare oltre un milione di persone, rispetto ai 190.000 residenti.

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