L'imprenditore edile e costruttore di strade, 50 anni, è stato liberato giovedì 9 luglio, ma la notizia è stata comunicata per sicurezza soltanto oggi. Era stato arrestato il 19 gennaio 2013 e condannato per frode fiscale, ma ora l'incubo è finito: nel primo pomeriggio Berardi è tornato in Italia.

La vicenda - Nel 2011 il manager italiano decide di lavorare nel Paese africano e di fondare proprio lì la sua azienda, la Eloba Construction. Senonché il Paese è sottoposto alla feroce dittatura di Teodoro Obaing Nguema Mbasogo, arrivato al potere dal 1979 con un colpo di Stato, e Berardi apprende che non si può avviare un attività in quel luogo senza legarsi alla famiglia del presidente.

Non perdere gli ultimi aggiornamenti Segui il Canale Cronaca Nera

Così accetta di mettersi in affari con il figlio di costui, Teodoro Nguema Obiang Mangue, soprannominato Teodorin, contro il quale la Francia avrebbe successivamente spiccato un mandato d'arresto internazionale con le accuse di appropriazione indebita di fondi pubblici e riciclaggio di denaro, e gli Stati Uniti avrebbero intentato un processo nei suoi confronti.

Anche Berardi si accorge di essere stato derubato, ma quando chiede chiarimenti per l'ingente somma di denaro mancante nella sua società, viene arrestato, prelevato nella notte dalla sua casa come un comune criminale, senza nessun'accusa, e gettato in una cella di due metri per tre, dove viene tenuto per 18 mesi in isolamento con solo una piccola finestra sul mondo esterno; senza poter ricevere visite, senza poter vedere la luce, frustato, bastonato, sottoposto a costanti torture fisiche e psicologiche.

Inoltre Berardi sente le grida dei vicini di cella, a loro volta torturati, e se è possibile questo è ancora più terribile. Poi arriva la condanna: 2 anni e 4 mesi di carcere o il pagamento di 1,2 milioni per le false accuse di truffa ed appropriazione indebita. La situazione è resa ancora più complessa dal fatto che in Guinea Equatoriale non esista una rappresentanza diplomatica italiana e del destino di Berardi deve occuparsi la nostra ambasciata in Camerun, ma non riesce a fare molto. L'uomo, quattro mesi dopo la sua incarcerazione - senza che ancora gli sia stata ancora comunicata l'accusa -, scrive una lettera al Governo italiano chiedendo aiuto e nel febbraio 2014 riesce ad inviare nel nostro Paese un video per documentare le sue condizioni: il filmato, scioccante, viene trasmesso dal Tg1.

I migliori video del giorno

Del caso si occupa anche la trasmissione Chi l'ha visto?. Infine arriva la svolta positiva.

Il rientro in Italia e gli altri connazionali in carcere in Guinea Equatoriale - L'imprenditore edile viene scarcerato giovedì 9 luglio, ma è stato necessario non diffondere la notizia fino ad oggi, quando è stata annunciata dall'ex moglie di Roberto Berardi, Rossella Palumbo - che si è adoperata per riportarlo a casa - e dal senatore del Pd Luigi Manconidal senatore del Pd Luigi Marconi, che ha sempre cercato di aiutare il nostro connazionale. Alle 14.40 circa il manager, dimagrito di 40 chili, stanco, ma felice, atterra all'aeroporto di Fiumicino con un volo Iberia da Madrid, poi viene accompagnato negli uffici della polizia giudiziaria, al Terminal 1, dove ad accoglierlo ci sono l'ex moglie, la mamma Silvana, la compagna Chantal, i tre figli, Giulia, Marco e Claudio, alcuni amici, ed il senatore Manconi. Naturalmente anche giornalisti e curiosi. Ora Manconi intende tenere alta l'attenzione sulla sorte di altri tre i italiani detenuti in Guinea Equatoriale: un uomo di 60 anni e due giovani di 24.

Ed esorta gli imprenditori a non investire in quel Paese.