È di poche ore fa la notizia sulla svolta decisiva nelle indagini per l'omicidio della tabaccaia Maria Luisa Fassi, uccisa nel suo negozio lo scorso 4 luglio con circa 40 coltellate che non hanno lasciato scampo alla sfortunata donna. L'uomo, Pasqualino folletto, incensurato e di professione magazziniere, si è presentato in questura venerdì per confessare il delitto avvenuto in seguito ad una tentata rapina per un bottino pari a 800 euro. L'assassino ha confessato di aver perso la testa a causa delle urla della donna che stava subendo la rapina.

Un folle gesto

Debiti e vizio del gioco nonchè tre figli di cui uno malato, questo il quadro drammatico di un uomo che ha scelto la strada del crimine per trovare un margine di soluzione ai propri problemi togliendo la vita ad una donna di 53 anni che di certo non si sarebbe mai aspettata di trovare la morte all'alba di un giorno comune nel suo tabacchino sul corso Volta ad Asti.

La donna ricordiamo che è morta poco dopo in ospedale poichè le 45 coltellate subìte non gli hanno lasciato scampo. A dare l'allarme un cliente, che la mattina stessa recandosi nell'esercizio della donna, si è trovato davanti ad una scena raccapricciante.

Indagini accurate e confessione

Gli inquirenti avevano già sentito l'uomo dopo aver visionato che nel video delle telecamere di sicurezza fosse presente la vettura dell'omicida parcheggiata in senso inverso con lo sportello dell'autista dal lato del marciapiede. Questi particolari hanno spostato i riflettori su di lui che durante l'interrogatorio aveva riferito agli inquirenti di non trovarsi in zona in quelle ore. Questi hanno tuttavia proseguito le indagini escludendo come movente la pista della rapina in quanto all'interno del negozio erano stati ritrovati 4500 euro.

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Alle indagini eseguite, con la massima attenzione, dai carabinieri di Asti, hanno collaborato anche i Ros di Roma insieme ai Ris di Parma. Non ci sono parole dinnanzi a questi episodi che spesso si verificano, un uomo che dettato dalla disperazione decide di cedere il passo alla follia divenendo carnefice.