Martina Levato (23 anni), assieme al suo complice e compagno Alexander Boettcher (31), sfregiarono con dell'acido, sfigurandolo, il volto di Pietro Barbini (anche lui 23enne), ex compagno di scuola della Levato. Il tutto accadde negli ultimi giorni dello scorso Dicembre. La ragazza, nonostante aspetti un bambino dal suo amante, non andrà dai domiciliari, ma resterà in prigione, in quanto ritenuta socialmente pericolosa. Per i magistrati infatti, la giovane criminale potrebbe influenzare i testimoni, oppure fare del male ad altri innocenti. Pietro Barbini era uno studente universitario, con tanti sogni e speranze per il futuro. La sua quotidianità normale e tranquilla è stata sconvolta da due menti perverse, ecco le toccanti dichiarazioni del ragazzo: "Il mio sogno era stare fra la gente, adesso sono costretto a vivere nel buio".

La cattiveria e la perversione umana non hanno limiti

E' stata giudicata essere una mente diabolica, che non si è affatto pentita di quell'infame aggressione ed anche questo è un motivo più che valido, affinchè Martina Levato non lasci il carcere. Il legale della ragazza, l'avvocato Daniele Barrelli, ha riferito: "Vuole il bimbo che aspetta ed i suoi genitori l'aiuteranno". La Levato si trova precisamente al nono mese di gravidanza, nell'ultima udienza del processo è stata condannata a 14 anni di reclusione. Questo mese la neo-mamma partorirà in carcere. Alexander Boettcher, apparentemente, non sembra essere più di tanto interessato al fatto che presto diverrà padre del bimbo, in quanto non ne parla mai.

Una vita compromessa

Intanto, l'unico a farne realmente le spese, rimane il povero Pietro Barbini, la cui vita è stata oramai segnata.

I migliori video del giorno

Ecco ulteriori dichiarazioni del ragazzo, riguardo la sua terribile esperienza: "Di mattina mi risveglio con una maschera al volto ed in pochi istanti realizzo ciò che è successo e che quanto accaduto non è stato un sogno. Diverse volte, ogni giorno, mi ritrovo a pensare alla mia vita ed a tutto quello che dovrò rifare e forse, abbandonare".