Otto anni fa un omicidio efferato sconvolse Garlasco. Era il 13 agosto 2007, quando fu uccisa una studentessa di 26 anni, Chiara Poggi. Unico imputato di quel delitto Alberto Stasi, il suo fidanzato, che ora è in attesa del verdetto che pronuncerà la Cassazione.

La madre dichiara: "Chiara è sempre con noi. Era una ragazza forte, dignitosa e non avrebbe voluto che noi ci lasciassimo andare, che cedessimo alla disperazione. Dobbiamo rispettare quel che era lei".

La condanna a 16 anni e il licenziamento

Alberto Stasi, lo scorso dicembre, è stato condannato dalla Corte d'assise (il tribunale che ha il compito di giudicare i reati più gravi e che è formato da giudici togati e da giudici laici tratti dalla cittadinanza), per la prima volta, a 16 anni di carcere, dopo ben due assoluzioni.

Una pesante condanna che gli è costata il posto di lavoro. Lo studio di commercialisti dove il presunto colpevole prestava la sua opera, ha interrotto il rapporto perché i clienti si lamentavano continuamente di essere seguiti da un uomo condannato per omicidio.

Il ricorso in Cassazione

Ora, ad Alberto Stasi, non rimane altro da fare che attendere il ricorso in Cassazione, il quale potrebbe tenersi in ottobre, ma c'e' la possibilità che i tempi si allunghino sino ad arrivare al 2016. La Procura non ha creduto fosse utile sottoporlo a misure coercitive, tipo la custodia cautelare, perché il giovane non ha mai manifestato la volontà di allontanarsi dall'Italia.

Secondo il Codice di Procedura penale, art. 285, la custodia cautelare viene applicata per evitare che la persona indagata si dia alla fuga per sottrarsi alla condanna; per evitare che possa inquinare le prove del reato, oppure che reiteri il crimine.

I migliori video del giorno

I suoi difensori hanno presentato un ricorso massiccio di più di 360 pagine e, contemporaneamente, sul versante opposto, il sostituto procuratore Laura Barbaini ha chiesto il riconoscimento dell'aggravante della crudeltà, che era stata esclusa dalla Corte d'Appello e che comporterebbe una condanna a 30 anni di carcere.

Il movente

Nelle motivazioni della sentenza si legge che Chiara era diventata scomoda per Alberto, ma ad una analisi più approfondita della questione, detta giustificazione non sembra essere sufficiente. Chiara aveva scoperto un segreto inconfessabile? Cosa aveva trovato nel computer del fidanzato? Sappiamo che Alberto Stasi si "rilassava" visionando ben più di 32000 "files" pornografici. Sono stati rinvenuti filmati di tutti i tipi e per ogni tipo di Parafilia esistente: pedofilia, feticismo, necrofilia e via di seguito. Una vera e propria collezione dell'orrido perfettamente ordinata per "genere".

Forse Chiara, però, aveva scoperto di più, qualcosa che avrebbe rovinato la reputazione di Alberto, considerato da sempre e da tutti come un ragazzo modello, ottimo studente, ligio al dovere, colto, intelligente, moralmente irreprensibile, docile, educato.

Un altro omicidio non considerato dalla Procura

Troviamo strano che la Procura non abbia preso in considerazione o collegato, anche solo per approfondire le indagini a 360°, un altro omicidio commesso sempre a Garlasco, tre mesi dopo la morte di Chiara Poggi. I titolari di una videoteca furono trovati senza vita e a questo duplice omicidio non vennero dedicate le dovute indagini, tant'è che l'articolo che si riferisce a questo violento assassinio è ora difficilmente reperibile in rete.

Nel dicembre 2007, i cadaveri di un uomo e una donna furono  trovati in un garage di via Bozzola a Garlasco, Le vittime Bruno Gioncada, 63 anni, allevatore di maiali in pensione, e Teresa Siciliano, 52 anni, titolare di una videoteca. Entrambi erano residenti a Garlasco. Mistero fitto sulle cause del decesso.

Perché collezionare in maniera ossessivamente ordinata video pornografici "particolari"?

Molte persone sono affette da una parafilia, ma di solito ci si sofferma solo su di un tipo specifico e non su tante varianti. Qual era quindi lo scopo reale di quella raccolta?