Un piccolo miracolo: Dopo oltre 36 ore dall'esplosione di Tianjin, che ha causato due enormi palle di fuoco visibili anche dallo spazio, è stato trovato ancora in vita nelle macerie fumanti un vigile del fuoco cinese di 19 anni. Il giovane era tra i vigili del fuoco che stavano ancora lottando per controllare gli incendi subito dopo la prima esplosione, che è stata pari a 24 tonnellate di dinamite e che ha ucciso almeno 56 persone e ne ha ferito altre 720, devastando la più importante zona industriale del nord-est del Paese. Almeno 21 i vigili del fuoco deceduti nelle operazioni di salvataggio, probabilmente il maggior numero di vittime tra i vigili del fuoco dalla nascita della Repubblica popolare cinese nel 1949.

Il giovane superstite si chiama Zhou Ti ed è stato ricoverato presso l'ospedale Taida di Tianjin, la sua prognosi è di gravi lesioni al torace e resta riservata, come si evince dalla foto il giovane è sdraiato su una lettiga, occhi chiusi, vistose ferite che coprono gran parte del suo volto e una fasciatura attorno al capo.

Primi soccorsi non all'altezza della situazione

Secondo quanto riportato dai notiziari cinesi, il magazzino dopo l'esplosione, aveva ancora al suo interno alcune sostanze chimiche che venendo a contatto con l'acqua utilizzata dai vigili del fuoco per spegnere l'incendio avrebbe prodotto una reazione chimica che ha aggravato la situazione, causando la seconda più forte esplosione. A questo punto sorgono delle domande sulla conoscenza da parte dei vigili del fuoco dei protocolli di sicurezza che dovevano rispettare prima di cercare di spegnere il fuoco e sulla loro reale preparazione sul campo.

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Il presidente dell'ufficio antincendio di Tianjin, Zhou Tian, ha riferito che i vigili del fuoco intervenuti non erano preparati a dovere! Le autorità della città di Tianjin non sono ancora stati in grado di spiegare le cause dell'esplosione, ma appare evidente che la causa principale è da ricondursi alle pericolose sostante chimiche presenti sul luogo del disastro, secondo la polizia il magazzino da cui è nato il rogo conteneva prodotti chimici pericolosi tra cui: nitrato di ammonio, nitrato di potassio e carburo di calcio. Tutte sostanze pericolosissime non solo per quello che già è avvenuto, ma anche per l'inquinamento dell'aria conseguente all'esplosione che rischia di provocare più vittime di quante se ne possano immaginare.