Fingendo di avere una figlia defunta, avrebbe ottenuto denaro da due sacerdoti. Così è finito in manette un ventiseienne di Acerra, fermato dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Napoli Stella. Il giovane veniva notato nelle vicinanze di una chiesa. Il suo atteggiamento destava forti sospetti fra i militari dell'Arma. La sua presenza veniva ritenuta insolita da quelle parti. Avviate immediatamente le verifiche del caso in tutta la zona, si accertava che il protagonista della vicenda si era già presentato al parroco di una chiesa ubicata nelle vicinanze, con un'identità risultata poi falsa. Qui, fra le lacrime, in uno stato di profondo avvilimento, avrebbe detto che sua figlia, una bimba di tre anni, era morta di tumore a Milano.

Nella circostanza, l'uomo non si sarebbe limitato solamente alle parole, alla descrizione di un dramma sconvolgente. Andando oltre, avrebbe mostrato anche una fotografia che lo ritraeva con una bambina, tenuta in braccio. In tal modo, avrebbe indotto il parroco a consegnargli una somma di denaro, precisamente quaranta euro, spiegandogli che quel denaro gli sarebbe servito per recarsi in ospedale e prelevare la salma della piccola. Poi, per fugare ogni dubbio, avrebbe chiesto anche di fissare la data del funerale nella stessa chiesa.

Dalle indagini dei carabinieri emergeva un altro particolare sconcertante, un episodio identico sarebbe avvenuto poco prima. Preso di mira un altro sacerdote, alla guida di una comunità della zona. In questo caso erano stati dati appena nove euro allo stesso ventiseienne.

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Tutti i soldi, complessivamente quarantanove euro, sono stati restituiti ai due sacerdoti, che non immaginavano di trovarsi alle prese con una storia del genere e avevano creduto alle parole di un uomo che sembrava distrutto dal dolore della perdita della figlia, lasciando chiaramente intendere di essere in preda alla disperazione e di versare in gravi condizioni d’indigenza, senza un centesimo in tasca. L'arrestato sarà giudicato con il rito direttissimo.