Sarà il 5 novembre l’inizio del processo per Mafia Capitale. Il gip di Roma ha accolto la richiesta della procura guidata da Giuseppe Pignatone, rinviando a giudizio con rito immediato 34 persone. Alla sbarra ci saranno, in totale, 59 indagati. Infatti il procedimento è stato unificato alla prima operazione su Terra di Mezzo, quella che a dicembre aveva fatto aprire le porte del carcere al terrorista nero Massimo Carminati, e al ras delle cooperative romane Salvatore Buzzi.

Il processo - Mafia capitale è una delle organizzazioni di stampo mafioso che operava a Roma a partire dagli anni duemila. A capo di tale gruppo sono stati trovati, appunto, Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, considerato il capo dell'organizzazione, e colui che, secondo l’accusa, avrebbe usato la cooperativa 29 giugno, per distrarre ingenti quantità di denaro a beneficio suo e dei suoi sodali.

 Sarà dunque un maxi processo quello del 5 novembre, che si svolgerà nell’aula bunker del carcere romano di Rebibbia. Questa decisione è stata presa poiché tutti i soggetti coinvolti si trovano in stato di custodia cautelare: domiciliari o carcere. L’udienza preliminare è stata considerata superflua dal gip, che si è accordato con gli inquirenti romani, ritenendo schiaccianti le prove a carico degli imputati. Due sono stati i procedimenti. Il primo filone, del dicembre scorso, riguardava gli imprenditori di manager collusi col cosiddetto mondo di mezzo ( questo il nome dell’operazione); questo secondo procedimento riguarda un folto gruppo di politici ed amministratori locali. Questa seconda fase delle indagini ha messo in luce l’interesse del mondo di mezzo per gli immigrati e per il business dell’accoglienza, gestito in particolare dai due capi, Buzzi e Carminati, con metodo mafioso che si avvale dell’intimidazione, dell’assoggettamento e dell’omertà.

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Tutto ciò per commettere delitti di estorsione, usura, riciclaggio, corruzione di pubblici ufficiali per acquisire il controllo della gestione degli appalti pubblici. Tra i tanti nomi che sono usciti, spiccano quelli dei  consiglieri comunali Massimo Caprari e Giordano Tredicine, l’ex presidente del Municipio di Ostia Andrea Tassone, l’ex assessore comunale Daniele Ozzimo. Tra le persone indagate c’è anche l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno. Un processo, dunque, che risulta essere molto importante, per Roma e per l’Italia intera.