La polizia macedone in questi giorni è stata accusata di aver respinto anche con la forza un gran numero di migranti, in maggioranza profughi siriani, dopo aver chiuso il suo confine meridionale con la Grecia ed aver dichiarato lo stato di emergenza nazionale. Il percorso che vorrebbero fare i migranti sarebbe quello di attraversare la Macedonia e la Serbia per così raggiungere il nord Europa  passando per l'Ungheria. Venerdì la polizia macedone aveva previsto di far passare qualche centinaio di migranti in concomitanza della partenza di un treno verso la Serbia, ma alcuni migranti hanno tentato di forzare il blocco delle forze dell'ordine macedoni e di conseguenza si sono creati scontri e tumulti con feriti tra i migranti a causa dell'utilizzo di lacrimogeni, scudi e manganelli da parte dei poliziotti macedoni.

Sempre più emergenza

L'agenzia dei rifugiati dell'ONU ha espresso preoccupazione per migliaia di rifugiati "vulnerabili" come donne e bambini attualmente ammassati nel nord della Grecia e che si trovano in pessime condizioni fisiche e mentali, la stessa Grecia ha visto arrivare sulle proprie coste quasi 160.000 persone dal mese di gennaio di quest'anno ad oggi e l'ONU stima che solo nel mese di luglio ci sono stati circa 50.000 arrivi. Il Ministro degli esteri macedone Nikola Poposki in conferenza stampa ha respinto le accuse, rivolte alle forze dell'ordine, di aver forzato la mano nei confronti dei migranti, ha inoltre dichiarato che la situazione è notevolmente peggiorata e che il flusso di migranti in Macedonia è di circa 3.000 persone al giorno, situazione insostenibile per un Paese che conta solo 2 milioni di abitanti e che non è in grado di gestire da solo questa emergenza, i migranti giunti in Macedonia vengono registrati ed hanno 72 ore di tempo per decidere se chiedere asilo politico oppure proseguire il loro viaggio verso nord.

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La situazione geopolitica

La Macedonia e la vicina Serbia non fanno parte della comunità economica europea, tuttavia l'Ungheria a nord della Serbia fa parte dell'area di Schengen, questo significa che una volta in Ungheria le persone possono viaggiare in gran parte dell'Europa (escluso Gran Bretagna ed Irlanda) senza dover esibire i documenti alle frontiere delle varie nazioni, una rotta che rappresenta un nuovo business per i trafficanti di esseri umani.