Adesso li chiamano 'migranti'. un termine che soddisfa tutti. Né profughi, né clandestini. Migranti. Coloro che migrano da un posto ad un altro. Niente di più. Così il primo che protesta è razzista davvero. Possiamo essere contenti che non li abbiano chiamati turisti, dal momento che stanno occupando prevalentemente centri benessere, alberghi a 4 stelle, pensioni, stabilimenti, ville patrizie, storici edifici e plessi scolastici. Il turismo straniero è in calo, regge quello italiano, soprattutto in Romagna.

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Ed è questa regione che, dopo il Veneto, si sta ribellando all'arrivo di altri 'migranti', da Parma a Ferrara, Bondeno, Mirabello, S. Agostino, il cui sindaco Toselli ha dichiarato che non ne accoglierà neanche uno. E non per razzismo: a Mirabello ci sono quasi mille italiani in attesa di un alloggio. 

Questioni insopportabili

Le questioni insopportabili si moltiplicano: perché dei comuni emiliani, appena reduci da terremoti e alluvioni dovrebbero aprire le porte a degli anonimi migranti, se loro stessi ancora non hanno ripreso possesso delle loro case e magari pagano anche la tassa dovuta allo Stato? Stiamo scherzando, per caso?

Naturalmente non poteva mancare l'effetto boomerang di ospitare così tanti disperati affamati, lasciati poi a quelle poche cure del caso, spesso in zone isolate.

Loro cosa faranno? Beh, nella sola zona di Venezia e dintorni c'è stato un picco di furti nei negozi del 165 %. Non parliamo degli scippi e di quelli in casa. Ad esempio in Trentino i furti in casa al 2013 erano aumentati del 117%. Non mancano stupri di bambini e di giovani donne. Insomma sembra che l' Italia si stia trasformando in un campo di battaglia o in un girone dantesco, mentre la grande maggioranza degli stati europei ha già chiuso le frontiere da mesi, terrorizzati dalla situazione. Si passa solo con i documenti in regola.

Non si arresta il necrologio mediterraneo

Non si fermano nemmeno i necrologi dei migranti annegati prima di sbarcare. Negli ultimi 4 giorni ne hanno ripescati quasi 400 cadaveri, mentre ne sono arrivati a destinazione, fra Italia e Grecia, qualcosa come 2000 anime.

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In Grecia siamo ad un +750% in meno di un anno, soprattutto sparsi per le isole. La Grecia che vive sotto la minaccia della Troika mercheliana e ha come unica piena risorsa il turismo. Non è una tragedia? Vincent Cochetel, direttore del Coordinamento per l'emergenza profughi, l'UNHCR, parla di oltre 2000 morti o scomparsi su più di 200mila arrivi in Europa. O meglio, in Italia, visto che qui siamo gli unici, con i Greci, a sopportare questo carico oltremodo pesante. Si tentano soluzioni per convogliare masse ingenti di siriani in precise aree, ma molti stati europei non intendono collaborare, fra cui la stessa Germania. L' Austria, prossima ad uscire anche dall'Euro, ha da tempo sbarrato le frontiere e, in ogni caso, ne sono entrati almeno 35mila. Il giornalista Mario Valenza de 'Il Giornale' ci informa che, oltretutto, da tutti gli stati europei in 7 mesi sono tornati in Italia almeno 16mila anime.

Città come campi profughi

Redazioni televisive come La7 non smettono di sfornare reportage sull'imbarazzo dei cittadini italiani di fronte a migliaia di accampati nelle stazioni centrali, nei parchi, nei viali, e perfino nei boschi o nei parchi pubblici, in forma di sempre più estesi campi profughi, notizia di ieri in serata.

E cominciano le prime aggressioni gravi a funzionari in servizio ora gravi in ospedale. Per i quartieri delle città vige una sorta di coprifuoco diurno.

Speriamo solo che la rivolta delle città italiane non ci riporti rapidamente nel vecchio Medioevo.