In Italia le notizie bisogna cercarle con il lanternino, poiché non tutte sono ribattute dalle agenzie nazionali. Ma questa è davvero unica. È uscita sul quotidiano locale Il Piccolo della Provincia di Gorizia, a firma del responsabile della redazione Roberto Covaz, e appare alquanto determinante per spiegare le differenze fra clandestini e profughi, nel solo territorio tricolore. L’ ex prefetto di Gorizia, Vittorio Zappalorto, ha usato testuali parole ‘Questi non sono profughi, sono semplicemente furbi.

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E la commissione territoriale per richiedenti protezione internazionale dovrebbe capire una volta per tutte il gioco che stanno facendo. Eviterebbe anche di far spendere un sacco di soldi allo Stato italiano’.

Le dichiarazioni ne Il Piccolo della Provincia di Gorizia -  Il prefetto continua precisando che nella sua provincia i ‘profughi’ sono soprattutto afgani. Fra di essi ne ha individuati almeno 50 che non hanno diritto ad alcun tipo di assistenza. E non è tutto. Costoro sono dotati di carte di credito ‘che la maggior parte delle persone se le sogna’ – parole testuali del prefetto – e si spostano in aereo, atterrando a Venezia per poi giungere fin lì. Il prefetto ha chiesto perché scegliessero la loro città e hanno risposto che in tutta Europa si sa che Gorizia è ospitale. E poi così non hanno diritto ad essere identificati né come profughi né come rifugiati. Il numero di afgani per ora è di appena 250 a Gorizia. Dico appena poiché rispetto al resto dei clandestini è niente. Ma vogliamo domandarci quanti altri ‘profughi’ come questi potrebbero risultare positivi ad una identificazione come si deve, per poi essere rispediti nei loro rispettivi paesi? O pensate davvero che il resto del mondo sia così caritatevole come lo siamo noi? E poi il flusso di arrivi non fa che aumentare a dismisura.

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Così il prefetto di Gorizia chiede al Governo di risolvere il caso, ribattezzato la Lampedusa Nord, prima che si arrivi al punto di non ritorno. Anche perché il Governo pensa ad accatastare questi puri clandestini non aventi diritto, in luoghi non sempre appropriati, quando non ricorrono a centri benessere e alberghi a 4 stelle (roba da non crederci). E i centri allestiti sono pochissimi. Ma allora hanno ragione il leghista Salvini e il governatore veneto Zaia a dire a gran voce che il sistema di identificazione è fasullo e assurdo e che andrebbero non solo espulsi in molti casi ma i centri di raccolta dovrebbero essere istallati nei paesi d’origine. Non all’arrivo nelle città. Questo mentre su Rete4 compare l’ombra di intercettazioni telefoniche fra organizzatori di massacri e attentati.