Alla stazione Battistini della metropolitana è stato fermato Andrea Rollero. L'uomo 32enne, è un pericoloso narcotrafficante che è stato arrestato dopo circa 8 mesi di latitanza. Al momento del fermo, per sottrarsi all'arresto, ha esibito documenti falsi che gli sono stati rilasciati da un impiegato di banca, che è risultato del tutto estraneo alla vicenda. Il fermo è stato effettuato dai finanzieri del Comando provinciale di Roma.

Latitante con ottime credeziali

Su Andrea Rollero, già dallo scorso gennaio 2015 pendeva un provvedimento di cattura da parte del Tribunale di Roma nell'ambito delle operazioni denominate "Buena Hora 2" e "Codice San Luca" emesso nei confronti di 35 persone.

Grazie a queste operazioni Fiamme Gialle e questura di Roma erano riuscite a risalire e a smantellare una pericolosa cellula 'ndranghetista attiva nella capitale. Rollero in un primo momento era noto agli inquirenti solo per essere il nipote di Marco Torello Rollero, di 60 anni arrestato lo scorso aprile 2015 in Marocco dopo numerosi anni di latitanza.

Fornitore ed intermediario per l'acquisto di validi quantitativi di droga

Andrea Rollero era diventato un importante intermediario-fornitore per l'acquisto e per lo smistamento di ingenti partite partite di droga, in particolare cocaina dal  Sudamerica e di hashish dall'Africa che veniva importata anche per conto di soggetti collusi con l'organizzazione criminale dell'ndrangheta. D'altronde essere il nipote del più conosciuto Rollero gli valeva il riconoscimento di affidabilità e di serietà.

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Le indagini hanno consentito di accertare che i Rollero erano in grado di inviare anche con cadenza settimanale circa 1000 chilogrammi di droga dal Marocco al nostro paese.

Durante tutti questi mesi vissuti in clandestinità Rollero ha potuto chiaramente contare sull'appoggio di qualche esponente d spicco della malavita organizzata che ne ha tenuto segreta il più possibile la latitanza. Dalle indagini è emerso che il 32enne era riuscito ad eclissarsi nel quartiere di Primavalle. Intanto proseguono gli accertamenti sui documenti falsi esibiti dal latitante.